Il talento di Silvia Ghirelli nella creazione di scenari vibranti di creatività e riflessione la rende una figura di spicco nell’ambito della progettazione contemporanea dei giardini. Il Verde per lei è un mezzo per connettere, narrare e crescere attraverso il dialogo con la natura e la storia dei luoghi che sceglie di abbracciare con le sue creazioni, che siano giardini o installazioni effimere.

Silvia Ghirelli
Il giardino effimero realizzato a Pietrasanta da Silvia Ghirelli in collaborazione con Villegiardini. I vasi e le sedute di questa installazione sono parte della Cimento Collection, linea di arredi e complementi, nata nel 2019 sotto l’art direction di Aldo Parisotto. È nato così uno spazio dove immergersi e perdersi, seguendo il corso dei propri pensieri tra i vasi Erasmo, disegnati da Patricia Urquiola e le Torcello Bench e Lounge Chair, disegnati da Defne Koz e Marco Susani. Il giardino comprendeva olivi, cipressi, Prunus lusitanica, Camellia sasanqua ‘Cleopatra’, bossi, Muhlenbergia capillaris e Pennisetum setaceum, forniti da Vannucci Piante. Per la realizzazione del giardino, Silvia si è avvalsa dell’aiuto di Emiliano BIbilotti.

Nel corso del 2023 Silvia è stata protagonista in prestigiose manifestazioni, dove i suoi micropaesaggi, come li definisce con affetto e che sono uno dei tratti distintivi della sua arte, sono diventati gli elementi chiave di una narrazione visiva capace di catturare l’attenzione e stimolare la riflessione, trasformando la percezione degli spazi pubblici.

Durante il Pietrasanta Design Weekend dello scorso ottobre, l’installazione si Silvia nello spazio di Villegiardini si è configurata come un appassionato tributo alla città. Circondato dal paesaggio collinare che diventa parte integrante dell’opera stessa, un meraviglioso giardino ha preso forma nella piazza del Duomo.

Silvia Ghirelli
viste del labirinto in Piazza Boni a Brescia. Le pareti del labirinto erano rappresentazioni di micropaesaggi, distribuite su tre livelli: al suolo, microcosmi formati da terra, cenere e semi, in continua evoluzione; a livello intermedio, una collezione di graminacee di Vivai Valfredda, contenute in strutture di legno bruciato; al livello superiore, nove cipressi disposti come se fossero su una tavola imbandita, con i partecipanti collocati su lati opposti, impossibilitati a vedersi a causa della presenza degli alberi. Solo due partecipanti, dato che le coppie di sedute erano dieci, potevano stabilire una comunicazione diretta.

Questo gesto, delicato, educativo e privo di presunzione, si è proposto innanzitutto di stabilire un’autentica connessione con il luogo e la sua storia, creando un abbraccio leggero che libera la forza vitale, estetica e culturale del Verde. Durante Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio, che, lo scorso settembre, ha coinvolto anche Brescia, capitale 2023 della cultura insieme a Bergamo, dove il Festival si svolge dal 2011, Silvia ha animato la città con un intricato labirinto tessuto tra giardini temporanei.

L’ispirazione per questa creazione affonda le radici nella Valcamonica, sito UNESCO, che ospita la più grande concentrazione al mondo di incisioni rupestri a tema labirinto. Il percorso ha condotto i visitatori attraverso una esperienza di crescita, partendo da un micro giardino presso il MO.CA (Centro per le Nuove Culture), con protagonista l’opera Il seme, simbolo di vita, dell’artista trentino Marco Nones, per culminare in Piazza Boni con la creazione di un labirinto reale, “dove ci si perde per ritrovarsi più consapevoli”. Un’interessante dinamica di riflessione e incontro.

Silvia Ghirelli
Viste dell’installazione presso il MO.CA, con l’opera Il Seme dell’artista Marco Nones.

Anche il progetto realizzato a Orticolario (28 settembre – 1 ottobre), all’interno di Villa Erba, è stato il risultato di vari episodi legati tra loro dal tema comune delle mele, con riproduzioni realistiche di quadri famosi raffiguranti nature morte con mele, una griglia di rete elettrosaldata utilizzata come classificatore per esporre una collezione di meli antichi e frutti antichi e una pioggia di mele appese al soffitto.

Altre viste del labirinto in Piazza Boni, chiamato Perdersi per ritrovarsi. Le luci da esterno di QU Lighting di sera e di notte avvolgevano il paesaggio in una magica e suggestiva atmosfera ricca di fascino e mistero.

La delicatezza e l’utilizzo di materiali poveri, in contrasto con la ricchezza della villa, sono stati la cifra stilistica dell’intervento. Le gestualità potenti a Brescia e Pietrasanta e quella delicata a Villa Erba mettono in scena l’anima di Silvia, che si adatta al luogo in cui opera senza mai perdere il tocco magico che la contraddistingue.

Silvia Ghirelli

Silvia Ghirelli è una delle paesaggiste più ricercate e premiate nelle rassegne del settore. Si occupa di progettazione di parchi, giardini e di architettura del paesaggio e ha realizzato anche numerose opere all’estero, coniugando questa passione ad esperienze di sceneggiature cinematografiche e set di fotografia. silviaghirelli.it

Potrebbe interessare anche: