Nel cortile di Quadrato la street art di PixelPancho contro il femminicidio

Eaten by feelings è il nuovo murale di PixelPancho contro il femminicidio
Eaten by feelings è il nuovo murale di PixelPancho contro il femminicidio

PixelPancho firma Eaten by feelings, un murale nel cortile del Quadrato torinese

Se esiste un ruolo primario dell’arte, è quello di veicolare messaggi sociali: non si sottrae a questa logica morale PixelPancho, lo street artist che ha dato voce alla piaga del femminicidio nella nuova opera esposta nel cortile di Quadrato, il relais urbano del Gruppo Building nel cuore del Quadrilatero torinese che per l’occasione si apre alla città.

Eaten by feelings appartiene al ciclo Mother Nature ed è dipinta in rosso Liguria: visitabile liberamente in orario di portineria, l’opera è “dedicata a chi soffre questi orrori” spiega l’artista torinese.

Un’opera che riflette sulla piaga del femminicidio

La violenza sulle donne, d’altronde, è spiacevolmente un tema di grande attualità e la street art di PixelPancho – commissionata dal Gruppo Building – prova a ergersi come simbolo contro le discriminazioni. A ispirare il robotico volto femminile da cui scaturisce, e si lascia sopraffare, un surreale mix di fiori e foglie di grande intensità è stata la stessa ricerca delle modalità espressive votate all’etica dell’artista:

 “Nell’ultimo mese sono stato in Italia dove ho sentito parlare di molte violenze sulle donne. Sento succedere troppi episodi di razzismo nei confronti di persone che sfuggono dalla miseria, cercando nella nostra società un futuro migliore. Trovo sia importante dare voce a chi, come i più deboli, soffre queste discriminazioni”.

Classe ’84, il giovane artista ha all’attivo opere sui muri di edifici abbandonati di svariate città, dall’Europa al Sud Africa, passando per gli Stati Uniti e l’Oceania. La sua sensibilità si sta ora rivolgendo verso le potenzialità di bio-sculture in grado di produrre energia e bio-installazioni da inserire in zone carenti d’acqua.

Quadrato si apre all’arte e alla città con un’opera di PixelPancho
Quadrato si apre all’arte e alla città con un’opera di PixelPancho

Un connubio indissolubile: l’arte e la città

“Proseguiamo il connubio tra arte e opere pubbliche e quest’opera sarà inserita in un circuito di guida alla street art in città”

spiega poi Andrea Serapioni, responsabile della comunicazione del Gruppo. E infatti con questa commissione, Building impreziosisce Quadrato di un nuovo atto di mecenatismo, aprendo il terzo cortile storico del centro di Torino, dopo quelli di The Number 6 e Lagrange12 nei quali sono state installate le opere pubbliche il Giardino Barocco e Omaggio a Depero dell’artista Richi Ferrero.

Entro la prossima edizione di Open House, che apre palazzi e luoghi privati al pubblico ed è prevista per il secondo weekend di Giugno (8 e 9), Quadrato dovrebbe poi terminare il recupero del mosaico di Atteone sbranato dai cani, ritrovato nell’area archeologica emersa durante la ristrutturazione dell’isolato che entrerà in un circuito di musei a cielo aperto, di cui fa parte anche il vicino sito archeologico della Nuvola Lavazza.

Stop alla violenza? Si può. Si deve.

Nessuno perciò chiuda gli occhi: in Italia di genere si muore, ancora. E in attesa di proposte serie per contrastare il femminicidio, la street art di PixelPancho aiuta a mettere al centro del dibattito pubblico una delle forme di violenza più atroci della storia.

A volte maelström, a volte quieta sognatrice. Lettrice da una vita, lavoro nel mondo della musica ma sogno quello dell’editoria. Ognuno coi suoi tarli.