La pittura è la mia lingua: intervista a Francesca Guicciardini

Francesca Guicciardini, in un ritratto di Olivia Magris
Francesca Guicciardini, in un ritratto di Olivia Magris

C’è la grazia di Firenze dall’immensa tradizione artistica da un lato, e un cuore pulsante che ne viene alimentato dall’altro, generando ulteriore bellezza: è quello di Francesca Guicciardini, pittrice murale che indaga con il pennello le vie sconosciute dell’arte.

Nata da una storica famiglia della città toscana, Francesca sembra trasformare il peso dell’eredità e della tradizione fiorentina in tratti delicati e pregni di luce, cosicché ad ogni dipinto sembra celarsi una filosofia della vita che l’artista ha svelato in un’intervista a cuore aperto.

Poesia e incanto nei murali di Francesca Guicciardini
Poesia e incanto nei murali di Francesca Guicciardini
  1. L’arte come missione di vita è una passione esplosa tra le mura di casa: qual è la tua storia?

Fin da piccola avevo le idee molto chiare sul fatto che nella vita avrei disegnato. Non a caso, il mio primo ricordo dell’asilo è un enorme disegno sulle vetrate del giardino: si trattava di un treno giallo con tutti i vagoni colorati che mi è rimasto cuore.

Poi mia madre, dal temperamento vivace e spesso sopra le righe, quando avevo 14 anni mi ha dato il via libera per dipingere sulle mura di casa. È quasi superfluo sottolineare che da quel momento non mi sono più fermata.

2. Adesso ti occupi di decorazione classica, ispirata alle ville toscane del XIX secolo; e non nascondi, tuttavia, la tua personale impronta: come definiresti il tuo stile?

Non ho dubbi: sono un’iperdecorativa!

Mi ha aiutato l’aver studiato sia pittura e scenografia, che computer grafica e digital video, così da poter pensare fuori dagli schemi e unire più stili. Più di tutto mi hanno formato e continuo a lasciarmi ispirare dagli affreschi rinascimentali della mia infanzia a Firenze, e l’arte contemporanea del periodo vissuto a Roma.

L'arte raffinata dei dettagli: chinoiserie nel Castello di Reschio
L’arte raffinata dei dettagli: chinoiserie nel Castello di Reschio

3. Il tuo percorso formativo ha alternato manuali di storia dell’arte e decorazioni su committenza a computer grafica e corsi di montaggio video: qual è il confine, se esiste, tra arte e tecnica?

Sicuramente c’è un confine, ed è nella testa: tecnica ed esperienza sono ottimi mezzi, ma senza uno spirito aperto e un po’ onirico portano poco lontano.

4. Qual è il tuo concetto di bellezza?

Possiedo un gusto molto eccentrico e a volte “chiassoso”, ma trovo del bello letteralmente ovunque!

E come potrei, altrimenti?

Firenze incanta ad ogni passo: la natura mi rapisce con la sua bellezza; i miei figli poi, mi fanno ridere il cuore con la loro struggente bellezza! In questo sono come ogni tipica mamma all’italiana, ma non me ne vergogno.

Colori tenui e atmosfera incantata: è l'ambiente a cura di Francesca Guicciardini
Colori tenui e atmosfera incantata: è l’ambiente a cura di Francesca Guicciardini

5. Zaino in spalla e occhi grandi per osservare al meglio il mondo: quanto è importante il viaggio nel tuo mestiere? E, più in generale, cosa ti ispira?

È vero, nella mia storia personale e professionale il viaggio è fondamentale, perché mi ha regalato le istruzioni di approccio alla vita. Spalancare gli occhi sul mondo permette di far scorta di immagini, colori e luci che non possono essere imparate sui libri o su un monitor.

6. Qual è la soddisfazione più grande che ti ha regalato la tua attività?

Quando qualcuno ti parla di un lavoro bellissimo visto in giro, e quel lavoro lo hai fatto proprio tu!

7. Cosa auguri alla Francesca del futuro?

Tantissimi viaggi nel mondo, con figli, album e pennelli sotto braccio. Non possono scindere i due elementi: i bambini vedono cose che noi dimentichiamo di vedere.

A volte maelström, a volte quieta sognatrice. Lettrice da una vita, lavoro nel mondo della musica ma sogno quello dell’editoria. Ognuno coi suoi tarli.