Solitamente, si tende ad evitare il parquet in bagno (così come in cucina), come se esistesse una sorta di divieto. Ma è proprio dai divieti che nascono i sogni proibiti. E, allora, se almeno si è una volta si è pensato di trasgredire e violare la regola, qui di seguito alcune indicazioni utili.

Per installare il parquet in bagno bisogna, prima di tutto, sapere che le essenze tenere, ovvero quei legni che più di tutti tendono ad assorbire l’umidità, sono assolutamente bandite, come è ovvio e intuibile che sia. Tra questi, i più noti e comunemente utilizzati in altre aree della casa sono il faggio, l’acero, il larice e la betulla.

Le essenze verso le quali virare, dunque, sono quella classiche: il rovere, o un ottimo merbau. Altri legni che spiccano per la propria resistenza all’umidità sono: l’essenza di iroko, di doussié, wengè, o la nuova frontiera del bambù.

Un’altra cosa certa per ciò che riguarda il trasgressivo mondo del parquet in bagno è che la posa in opera fai da te è da dimenticare. Se per il parquet flottante, generalmente, la posa in opera può essere effettuata autonomamente, evitando l’intervento di specialisti, in bagno non è proprio possibile. Solo gli esperti sapranno come installare il parquet, seguendo linee guida specifiche per gli ambienti umidi. Nelle nostre stanze da bagno, infatti, il tasso di umidità raggiunge facilmente il 70% ed in queste condizioni i listelli di parquet, nel tempo, perdono durezza e si deformano: è evidente che dovremo far posto agli esperti per la posa in opera.

Tra tutte le alternative segnalate sopra, se ne mettono in evidenza due, nello specifico.

#1. Parquet in bamboo. In alternativa al classico parquet in legno, il bamboo può essere scelto soprattutto per un contesto come quello del bagno. Infatti è meno sensibile all’umidità e, quindi, meno soggetto a rigonfiamenti e ritiri, come già evidenziato in un precedente post. È estremamente duro, solido e resistente. Ed inoltre è molto facile da pulire: richiede, addirittura, meno manutenzione rispetto ai parquet classici. Assolutamente consigliato, dunque.

#2. Parquet di legno Doussié. Così come il bamboo, anche il legno Doussié presenta delle caratteristiche di resistenza molto elevate: è un legno duro, ha una buona resistenza all’umidità, è solido e non è costoso. Ha un rapporto qualità/prezzo davvero notevole. Il legno Doussié merita degli approfondimenti. In botanica è chiamato Azfella spp ed appartiene alla famiglia delle Fabaceae, la stessa famiglia dell’Acacia.
Se non si è convinti della sua resistenza, basti pensare che è impiegato non solo per la produzione di parquet specifici per il bagno ma anche per la pavimentazione di palestre, strutture sportive, negozi, velodromi e tutti gli allestimenti esposti alle intemperie.

È ovvio che, nonostante l’ottima resistenza all’umidità da parte di entrambi questi materiali citati, affinché il nostro parquet in bagno offra le migliori prestazioni, è sempre buona norma seguire degli accorgimenti quotidiani. Lo scopo è quello di minimizzare – quanto più si può – la quantità di umidità presente in bagno. Per esempio, eseguire un’operazione tanto semplice quanto bistrattata come quella dell’apertura sistematica delle finestre, per areare i locali, soprattutto dopo aver utilizzato docce o vasche da bagno.

 

Piero Di Cuollo

Via IdeeGreen