Nespolo del Giappone, tutti i segreti per coltivarlo

nespolo del giappone

Il nespolo del Giappone, detto anche eriobotrya japonica, è apprezzato soprattutto come albero ornamentale e appartiene alla famiglia delle Rosacee. Originario della Cina e del Giappone, presenta foglie coriacee e fiori bianchi in pannocchie. I suoi frutti gialli e dalla polpa succosa sono particolarmente graditi e gustosi per via del loro sapore dolce.

Sommario dell’articolo

Caratteristiche del nespolo del Giappone

L’albero del nespolo giapponese è un sempreverde, i cui frutti dalla polpa succosa, giungono a piena maturazione nei mesi compresi tra marzo e luglio. La sua produzione in Italia si concentra nel Meridione e in particolare in Puglia, in Campania e in Sicilia presso l’Orto Botanico di Palermo. Tutte località in cui le nespole giapponesi sono coltivate da oltre due secoli.

Tra le proprietà più importanti delle nespole giapponesi, ci sono quelle antinfiammatorie e diuretiche e, inoltre, sono importanti per la salute del fegato e dell’intestino.

Il frutto del nespolo è molto apprezzato anche dalla medicina tradizionale cinese, la quale se ne serve per via delle importanti proprietà curative.

La pianta del nespolo giapponese è confusa con la varietà cinese, anche se sono facilmente distinguibili a partire da alcune caratteristiche dei rispettivi frutti. Infatti, mentre le nespole cinesi sono frutti grossi e dalla polpa gialla, i frutti giapponesi sono piccoli e rotondi. Inoltre i semi delle nespole non sono edibili in quanto contenenti acido cianidrico, una sostanza molto velenosa e dannosa per l’organismo.

La coltivazione del nespolo in piena terra

Per la coltivazione del nespolo giapponese, il periodo migliore è l’autunno. Al fine di garantire una buona fruttificazione, occorre collocarlo in una zona in pieno sole e verificare che non si creino ristagni idrici.

Per piantare il nespolo del Giappone, gli esperti consigliano di scavare una buca abbastanza profonda per rendere ottimale lo sviluppo delle radici nel sottosuolo. Una volta che la pianta è stata inserita nella buca, si procede ricoprendo la zolla con la terra.
Inoltre i peli radicali situati all’estremità delle radici, se posizionati in un terreno secco che favorisce e stimola la loro attività, assorbono il nutrimento e l’umidità necessari per la crescita della pianta.

La coltivazione in vaso

L’albero del nespolo del Giappone può essere coltivato anche in vaso, il cui diametro deve essere di 40 o 50 cm e i materiali ideali sono la plastica e la terracotta. Tuttavia, non essendo porosi, i vasi di plastica impediscono sia all’acqua che all’aria di passare. Dato che le radici non respirano in maniera adeguata, è importante annaffiarla molto meno frequentemente, la quantità d’acqua somministrata in eccesso si accumulerebbe sul fondo, facendo marcire le radici. Per ovviare a questo problema, in commercio esistono molti vasi di plastica trasparente, che permettono di vedere e controllare lo stato delle radici.
La porosità della terracotta, invece, permette all’eventuale acqua in eccesso di filtrare attraverso le pareti, oltre che dai fori di drenaggio, consentendo quindi alle radici di respirare.
Per la coltivazione del nespolo giapponese, si consiglia di utilizzare la torba e l’argilla che garantiscono, rispettivamente, un buon drenaggio e stabilità alla pianta.

La fioritura

La fioritura del nespolo del Giappone è una caratteristica che da sempre la rende una pianta ornamentale particolarmente affascinante e attrattiva. I fiori del nespolo sono di colore bianco-rosato e sono ricoperti da una sottile peluria e, inoltre, emanano un delicato profumo.

Il nespolo giapponese fiorisce in pieno autunno e in particolare da ottobre a dicembre. È una pianta che predilige un clima mite, motivo per cui in Italia è diffusa soprattutto nelle zone meridionali, le temperature troppo basse ne impedirebbero la fioritura e la fruttificazione.
Per quanto riguarda la raccolta delle nespole, il periodo più indicato è quello che va dalla fine di ottobre ai primi di dicembre.
I frutti del nespolo maturano dopo la raccolta: gli esperti consigliano di rimuoverli dalla pianta e lasciarli maturare in delle cassette con della paglia, collocandoli in un luogo chiuso. La piena maturazione delle nespole, infatti, si verifica entro 15-20 giorni da quando il frutto è stato raccolto. In questo intervallo di tempo, la nespola acquisirà un gusto molto dolce e prelibato.

Come e quando potare il nespolo  

La potatura che consiste nell’asportare una parte dei rami per eliminare la vegetazione indesiderata o superflua, con la cimatura, facilita notevolmente la crescita delle piante a portamento cespuglioso con una vegetazione maggiormente compatta.
Il periodo di potatura del nespolo del Giappone corrisponde ai mesi di maggio e giugno ed è bene procedere con un intervento medio-blando e non drastico. In particolare, si consiglia di tagliare i rami dove sono stati prodotti i frutti al fine di permettere la formazione di una nuova vegetazione l’anno successivo.

La potatura è fondamentale dal momento che i suoi rami sono molto lunghi e, appesantendo il tronco, potrebbero limitare la produzione di nespole. Si consiglia l’utilizzo di cesoie affilate e sterilizzate, per evitare la diffusione di infezioni.

La riproduzione: semi ed innesto

La germinazione serve a produrre piante che hanno un’alta variabilità genetica e il nespolo, nato da seme, è utile per produrre specie e varietà con caratteristiche differenti.

All’interno del frutto si possono trovare dai 3 ai 5 semi che potranno essere utilizzati per la riproduzione della pianta.
Piantare i semi di nespola non è un’operazione complessa. Innanzitutto, è necessario estrarre i semi e riporli in un fazzoletto di carta, lasciandoli asciugare per qualche giorno. Sarà poi sufficiente spargerli ad un centimetro di profondità del terriccio e lo strato soprastante dovrà avere uno spessore doppio di quello dei semi stessi, in modo tale da mantenerli umidi per tutta la germinazione.

È bene evitare l’esposizione diretta al sole fino a quando la piantina non sarà cresciuta abbastanza da essere travasata in un vaso più grande.

Infine, l’innesto del nespolo giapponese, solitamente su melo cotogno, è un ulteriore metodo che può essere utilizzato per la riproduzione della pianta e il periodo ottimale è quello compreso tra i mesi di maggio e agosto.

Malattie e cure del nespolo

Tra le varie malattie del nespolo, la ticchiolatura è quella più frequente. Quest’ultima si manifesta con delle macchie inizialmente brune con aloni rossastri e, solo successivamente, necrotiche. Per prevenirla è necessario procedere alla potatura e rimuovere le foglie del nespolo e i rami infetti, oppure eseguire dei trattamenti rameici, cioè a base di rame.
Anche gli afidi del nespolo costituiscono una notevole minaccia e sono dei veri e propri pidocchi delle piante.  Questi sono lunghi 2-3 mm e presentano un corpo molle, arrotondato, antenne e zampe lunghe. Si ammassano prevalentemente sulla parte inferiore delle foglie, sui germogli apicali, sugli steli e sui boccioli e si nutrono assorbendo la linfa delle piante.
Gli afidi, che possono migrare da una pianta all’altra, secernono un liquido dolciastro, vischioso, cioè la melata. Questa stimola lo sviluppo di una malattia, la fumaggine, in grado di attirare le formiche. In casi lievi, basterà lavare la pianta con acqua calda saponata e poi sciacquarla accuratamente. Al contrario, se l’infestazione è grave, si consiglia di procurarsi dei prodotti adatti.

Le varietà di nespolo europeo


Questa varietà, chiamata anche Mespilus germanica, è originaria della zona dei Balcani. I suoi frutti, più piccoli rispetto a quelli prodotti dai nespoli del Giappone, sono caratterizzati da una maturazione piuttosto lenta. Infatti, nonostante i frutti siano a raccolta autunnale, non possono essere consumati immediatamente.

Tra le tante varietà del nespolo europeo, quelle più diffuse sono la Nespola di Ferdinando, il Nespolone di Palermo, la Nespola Gigante d’Olanda, la nespola italiana e invernale. In particolare, le nespole invernali si raccolgono tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

Martina Maggiali