Le opere inaspettate di Nathalie Du Pasquier

Mostra "Big Objects not always silent" del 2016 - ©Lorenz Seidler (Flickr CC BY-NC-SA 2.0)

Ormai stabile a Milano, Nathalie Du Pasquier è un’artista francese nota per essere una dei membri fondatori del collettivo italiano di design e architettura Gruppo Memphis.

All’inizio della sua carriera si è dedicata a lavori che includono mobili, tessuti, design di abbigliamento e gioielli ma dal 1987 si dedica quasi esclusivamente alla pittura.

La formazione

Nathalie Du Pasquier è nata il 14 febbraio 1957 a Bordeaux. È cresciuta in una famiglia appassionata di arte in quanto sua madre era una storica dell’arte portando la giovane Du Pasquier ad appassionarsi alle opere del periodo classico. È stata influenzata anche dalla cultura africana a causa di un lungo viaggio che le ha permesso di attraversare il Gabon e l’Africa occidentale dal 1975 al 1977. Si è trasferita a Milano nel 1979.

L’arrivo a Milano

Sarà proprio a Milano che nel 1981 il designer e architetto Ettore Sottsass le chiese di diventare uno dei membri fondatori del gruppo Memphis insieme al designer inglese George Sowden. Durante quegli anni Nathalie Du Pasquier disegnava tessuti e mobili e quando il gruppo si sciolse si dedicò alla pittura e alla scultura. La francese ha iniziato a dipingere soltanto nel 1985 ottenendo però riconoscimento a livello internazionale, esponendo le sue opere alla Pace Gallery e alla Galerie Greta Meert di Bruxelles.

Gruppo Memphis

Fondato a Milano da Ettore Sottsass nel dicembre 1980 in nemmeno 10 anni ha influenzato il design e l’architettura. Il Gruppo Memphis ha portato il design italiano ad aprirsi ai movimenti artistici internazionali del momento come la Pop Art. Riuscì a cambiare completamente i codici del design post-Bauhaus introducendo una gamma molto più ampia di colori e di pattern. Per i mobili venne sempre di più usato il laminato. Vennero introdotte nuove forme nei mobili, nell’illuminazione o negli elementi decorativi del tavolo.

Nonostante il successo Memphis si sciolse definitivamente nel 1988. Il gruppo ha stabilito un’arbitrarietà stilistica senza precedenti e alla fine ha rotto con le dottrine progettuali dominanti della Form follows function e del Less is more.

Manifesto della mostra di Memphis al Museo delle Arti Decorative di Bordeaux di Nathalie Du Pasquier del 1983 – ©Delphine.delmares (via wikimedia commons CC BY-SA 4.0)

Le mostre

Nel 2015, Nathalie Du Pasquier ha aperto una mostra personale a Berlino dal titolo “Big Game” in cui includeva i 35 anni delle sue opere d’arte. Nel 2016 sarà l’Institute of Contemporary Art dell’Università della Pennsylvania ad aprire una mostra intitolata “Big Objects Not Always Silent” contenente anni di disegni astratti, sculture e quadri figurativi. Le opere di Du Pasquier sono state esposte al Palais de Tokyo di Parigi nel 2019 con il titolo di “Future, Former, Fugitive”.

Mostra “Big Objects not always silent” del 2016 – ©Lorenz Seidler (Flickr CC BY-NC-SA 2.0)

BRAC

A Modena nel 2019 viene allestita dal marchio di ceramiche Mutina la mostra intitolata “BRIC”. In questa mostra venivano mostrati mattoni colorati e strutturati che dimostravano la sua dualità di arte e architettura. La collezione ha avuto un tale successo che è stato messo in vendita materiale in mattoni simile a quello di Nathalie Du Pasquier. Era nato Brac, un mattone versatile per ogni tipo di struttura o parete e disponibile in cinque texture.

Tessuti

Durante gli anni Nathalie du Pasquier ha continuato a disegnare tessuti e nel 2014 ideò diversi modelli per l’abbigliamento prodotti da American Apparel. L’anno successivo insieme a George Sowden ha disegnato coperte e altra biancheria da letto per Zig Zag Zurigo. Più tardi è approdata nel design di lusso, disegnando sciarpe di seta per Hermès e abiti per Valentino.

Maria Giulia Parrinelli

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