Il museo MAN di Nuoro è lieto di annunciare “Le affinità immaginate”, una grande mostra dedicata alla collezione storica che esce dai depositi per un progetto di rilettura e riallestimento. Il percorso è volto alla partecipazione della comunità locale, per attivare una riflessione su temi identitari, ma con lo sguardo sensibile a prospettive universali. Dalla microstoria alla macrostoria dell’uomo: la Sardegna, la sua arte, la sua cultura, rappresentano un caso esemplare di fatti maggiori, un concentrato di eventi che rispecchiano quelli italiani, in una dimensione circoscritta ma fondamentale come tassello di un orizzonte ampio.

Dal verismo di Antonio Ballero al divisionismo del primo Sironi, dal ritorno all’ordine di Ciusa Romagna al realismo borghese di Francesca Devoto, dall’astrattismo di Mauro Manca alle vite straordinarie di Fancello, Nivola e Pintori, dalla prorompente e toccante creatività di Maria Lai, fino alle ricerche delle ultime generazioni. In questo caso, spiccano allestimenti site-specific realizzati per gli spazi del museo nell’ambito di premi vinti grazie ai bandi del Ministero e dove i nomi dei sardi emergenti si alternano ad altri, chiamati ad abitare e a raccontare l’isola.

Una scelta di 100 capolavori su mille opere della collezione permanente punteggiano un percorso ripensato alla luce di nuove indagini e all’indomani della pubblicazione del catalogo edito da Officina Libraria col titolo “100 Capolavori dalla collezione del MAN”. Una ricognizione a 360 gradi fra acquisizioni, donazioni e comodati, permette di leggere in modo differente le connessioni fra soggetti e autori, iconografie e varianti. L’allestimento ispirato a una sorta di macchina del tempo – diversamente dal classico andamento cronologico – crea cortocircuiti, andate e ritorni, flashback e salti nel contemporaneo – al fine di stimolare nel visitatore possibili affinità, eredità di stile o di contenuto. Importanti sono i tributi a Costantino Nivola (scelto da Adriano Pedrosa curatore della prossima Biennale di Venezia per la sua mostra dedicata agli esuli nel mondo) oltre a Jorge Eielson (in linea con le celebrazioni internazionali per il centenario dalla nascita), e a Guido Strazza maestro dell’astrazione italiana dal dopoguerra in avanti, legato alla Sardegna per i natali materni e per una forte amicizia intellettuale con Maria Lai. Strazza ha concesso in donazione al MAN tre opere monumentali esposte ora per la prima volta.

La collezione del MAN festeggia in questa occasione i suoi 25 anni di vita; nata insieme al museo, nel 1999, è diventata rapidamente una delle più significative testimonianze dell’arte in Sardegna, dall’alba del secolo fino ai giorni nostri. Tutte le opere del fondo hanno un valore storico e sociale, oltre che artistico, nel caso di esemplari che hanno avuto un rilievo particolare sullo sfondo dell’isola, della sua identità e dei suoi mutamenti. Immagini tipiche della tradizione, connesse all’antropologia dei luoghi, ai costumi, ai riti, si alternano a ricerche estetiche informate ai movimenti e alle sperimentazioni in corso da Roma a Venezia a Milano, e che hanno segnato l’evoluzione dell’arte in Italia tanto quanto l’esperienza degli artisti sardi approdati nei centri più vitali della penisola, dove hanno studiato e intrecciato le proprie origini con i modi delle correnti d’avanguardia.

In parallelo alla mostra sulla collezione, il MAN inaugura tre importanti progetti d’arte contemporanea, frutto dei bandi promossi dal Ministero della Cultura, Italian Council e PAC, Piano per l’arte contemporanea. Tre mostre in tre spazi del museo che andranno ad armonizzare idealmente con le opere storiche della raccolta, per temi condivisi, dall’iconografia del pianto rituale a quella del lavoro operaio nelle miniere. museoman.it

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