Museion Bolzano presenta HOPE, una mostra collettiva internazionale che esplora possibili spazi di speranza tra scienza e finzione. Curata da Bart van der Heide e Leonie Radine in collaborazione con il musicista, teorico e scrittore DeForrest Brown, Jr., HOPE conclude la trilogia TECHNO HUMANITIES con un’ode alle scienze umane nel loro stretto legame con i musei come luoghi attivi di costruzione del mondo. La mostra, che occupa l’intera superficie del museo, comprende opere transdisciplinari di artiste e artisti appartenenti a diverse generazioni. È inoltre parte del progetto espositivo un’antologia di testi critici (Hatje Cantz) e un ampio programma di mediazione e di eventi.

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AbuQadim Haqq, Museion Wormhole, 2023

Dalla sua inaugurazione, esattamente 15 anni fa, l’edificio di Museion è stato spesso descritto come un’architettura extraterrestre, come un UFO atterrato nel centro di Bolzano. HOPE sottolinea questa immagine simbolica del museo come un’astronave, una capsula del tempo, un portale verso un’altra dimensione. Museion si trasforma così in un luogo di produzione di meraviglia, in cui scienza e finzione si fondono per affermare la speranza come pratica critica attiva. Come scrisse il filosofo Ernst Bloch nella prefazione al suo libro Das Prinzip Hoffnung, 1954 (Il Principio speranza): “si ha bisogno del cannocchiale più potente, quello della coscienza utopica levigata” per penetrare l’oscurità.

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AbuQadim Haqq, Leo Rodrigues, and Hector Rubilar, Timeline of the Black Technology, 2021

HOPE invita il pubblico a muoversi tra spazi e tempi reali e immaginari, per esplorare punti di vista alternativi. L’architettura della mostra conduce prima al quarto piano, fuori dal percorso abituale, in un osservatorio dove, attraverso diverse capsule temporali artistiche si aprono nuove prospettive su sfere terrestri e celesti. Il percorso, attraverso cosmologie artistiche individuali e collettive, offre l’opportunità di esplorare il e l’Altro al di là di una visione antropocentrica del mondo. Le installazioni video, le sculture, i costumi, i dipinti e i disegni creano un’atmosfera fantascientifica tra apocalisse e nuovi inizi, in cui scienze umane, tecnologia, ecologia ed economia si incontrano.

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AbuQuadim Haqq, Orbital Satellite Workers, 2023.

Gli artisti e le artiste che espongono al terzo piano utilizzano talvolta nuovi strumenti di costruzione del mondo nell’era dell’intelligenza artificiale e della realtà virtuale. Con le loro installazioni, che ricordano i videogiochi, creano spazi immersivi tra il virtuale e il reale, la memoria e l’oblio. Il secondo piano ospita l’archivio del mito afrofuturista Drexciya. Qui prendono forma nello spazio le approfondite ricerche che DeForrest Brown, Jr. ha intrapreso sulla storia della techno per il suo libro Assembling a Black Counter Culture (2022). A Museion, Brown predispone, in dialogo con i dipinti digitali di AbuQadim Haqq, numerosi album techno provenienti dalla scena musicale di Detroit lungo mappe e linee del tempo. Parallelamente viene sviluppata una storia sonora con il suo album Techxodus (2023), i suoi mix The Myth of Drexciya (2023) e Stereomodernism (2020). Grazie al dialogo pluriennale tra Brown e Haqq e la collezione di dischi di Dj Veloziped / Walter Garber di Bolzano è stato possibile rendere tangibile, per la prima volta in un museo, questa forma artistica di scrittura della storia e di costruzione del mondo, finora altrimenti trascurata.

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Sonia Leimer, Space Junk, 2020. Museion – Collection Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano. Photo: Laura Egger

Seguendo la logica di un tunnel spazio-temporale – rappresentato anche nel dipinto di Haqq sul poster della mostra – al piano terra viene creato un passaggio che invita a velocissimi viaggi tra punti distanti nello spazio-tempo. L’accostamento tra opere della Collezione riattivate e nuovi progetti crea un ponte tra la storia passata e il futuro di Museion come istituzione che colleziona l’arte. Allo stesso tempo, si apre uno spazio per l’ascolto e la discussione sulle domande centrali poste dalla mostra HOPE: da dove veniamo e dove vogliamo andare?

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Trisha Baga, CONVALESCENCE, 2022. Courtesy the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna.

La mostra include opere di Almare, Sophia Al-Maria, Ei Arakawa, Trisha Baga, Neïl Beloufa, Black Quantum Futurism, Tony Cokes, Irene Fenara, Michael Fliri, Petrit Halilaj, Matthew Angelo Harrison, AbuQadim Haqq, Andrei Koschmieder, Maggie Lee, Lawrence Lek, Nicola L., Linda Jasmin Mayer, Beatrice Marchi, Bojan Šarčević, Marina Sula, Suzanne Treister, Ilaria Vinci, LuYang, e opere dalla Collezione Museion di Allora & Calzadilla, Shūsaku Arakawa, Ulrike Bernard & Caroline Profanter, Shu Lea Cheang, Tacita Dean, Sonia Leimer, Ana Lupaş e Riccardo Previdi.

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Matthew Angelo Harrison, Dark silhouette: Composition of borrowed inlets, 2018. Lafayette Anticipations – Fonds de dotation Famille Moulin. © Tim Johnson. Courtesy the artist and Jessica Silverman Gallery, San Francisco.

HOPE è più di una mostra: in collaborazione con Transart, il programma include anche la prima italiana di una performance del coreografo e danzatore Trajal Harrell con l’ensemble della Schauspielhaus di Zurigo, oltre a una mostra dell’artista Thomas Feuerstein, supportata da NOI Techpark, presso cui si svolge, e diversi eventi di Museion Art Club. Un ampio programma di mediazione coinvolge attivamente il pubblico nella negoziazione di “spazi di speranza”.

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Nicola L, Sun & Moon Giant Pénétrables, 1996. © Nicola L. Collection and Archive
Courtesy Alison Jacques, London and Nicola L. Collection and Archive. Photo: Makenzie L Goodman.

Programma

Eventi pre-opening:

  • 09.2023, ore 18.00: conversazione tra il coreografo Trajal Harrell e la curatrice Leonie Radine, in collaborazione con Transart, presso OASIE Transart (Ex Enel), via Dante 32, Bolzano.
  • 09.2023, ore 20.30: Trajal Harrell/ Schauspielhaus Zürich Dance Ensemble: Monkey off My Back or the Cat’s Meow, performance in collaborazione con Transart alla FieraMesse BolzanoBozen

Museion e Transart presentano insieme la performance più estesa mai realizzata fino ad oggi di Monkey off My Back or The Cat’s Meow di Trajal Harrell. Nella produzione e coreografia del 2021, 17 danzatrici e danzatori, attori e attrici dello Schauspielhaus Zürich Dance Ensemble celebrano il potere unificante della comunità. Dai raduni politici come momenti estatici in cui le persone condividono le loro convinzioni e le loro idee di un non ancora, emerge così una manifestazione contagiosa, potenziante e commovente della speranza e della felicità come emozioni attive che portano fuori dall’oscurità.

Michael Fliri, Fluid Foot, 2022. Courtesy the artist and Galleria Raffaella Cortese, Milan.

Opening:

  • 09.2023, ore 19.00: opening della mostra
  • 09.2023, dalle ore 20.00 a mezzanotte: Museion Art Club OCCUPY un evento musicale con un DJ set nel -1 con la partecipazione di Bassiani Club, un techno club underground di Tbilisi, Georgia.
Lawrence Lek, Still from Nepenthe Zone, 2022. Courtesy the artist.

Ulteriori eventi:

  • 10.2023, ore 11.00: opening della mostra di Thomas Feuerstein, METABOLICA (Moby Dick), nella Sala Carroponte al NOI Techpark, in collaborazione con il NOI

Dal 6 ottobre al 12 novembre 2023 Museion presenterà una mostra di Thomas Feuerstein nella Sala Carroponte del parco tecnologico di Bolzano. Basandosi sulle interazioni biologiche tra i batteri, Feuerstein crea nella sua grande installazione METABOLICA (Moby Dick) un metabolismo simile a una fabbrica. Le sue esplorazioni di nuove pratiche rigenerative all’intersezione tra arte e scienza si inseriscono nella ricerca innovativa sull’approvvigionamento energetico, l’architettura sostenibile e le tecnologie idriche, che il NOI (Nature of Innovation) sta conducendo come quartiere dell’innovazione in crescita in Alto Adige.

  • 10.23 Lunga Notte dei Musei a Bolzano con un DJ set di Veloziped / Walter Garber e altro ancora a Museion.
  • 09, 16, 24.11.2023: Museion Art Club presenta un progetto artistico sviluppato dal collettivo Parasite 2.0. Il collettivo, che lavora tra architettura e design, creerà degli spazi parassitari all’interno della mostra, che ospiteranno delle performance.
Lawrence Lek, Still from Nepenthe Zone, 2022. Courtesy the artist.

Pubblicazione

La mostra è accompagnata da un’antologia di testi critici di Bart van der Heide, Leonie Radine, DeForrest Brown, Jr., Mahan Moalemi e Ytasha L. Womack, pubblicati da Hatje Cantz, che conclude la trilogia di volumi dedicati a TECHNO HUMANITIES dalla casa editrice. Il key visual per la comunicazione della mostra è un’opera d’arte creata da AbuQadim Haqq, che contribuisce anche all’antologia con una serie di dipinti digitali che si riferiscono alle sue illustrazioni di copertine storiche di album techno di Detroit e alle sue rinomate graphic novel afrofuturiste. museion.it

Sophia Al-Maria, still of Tender Point Ruin, 2021. Courtesy the artist, LUMA Foundation, Arles and Project Native Informant, London.

TECHNO HUMANITIES

TECHNO HUMANITIES è un progetto di ricerca multidisciplinare triennale di mostre, pubblicazioni e public program. Si tratta dell’esperimento più lungo realizzato finora da Museion e che coinvolge tutti i componenti dello staff e le comunità di stakeholder regionali. TECHNO HUMANITIES si pone domande urgenti ed esistenziali su cosa significhi essere cittadine e cittadini globali nell’attuale connessione tra ecologia, tecnologia ed economia.