Luchino Visconti racconta Verde Grazzano

Dal 25 al 27 settembre, il Parco del Castello di Grazzano Visconti è tornato a ospitare Verde Grazzano, esposizione di vivaisti e artigiani del verde dedicata a tutti gli amanti dei giardini e della vita all’aria aperta. Nel contesto unico e affascinante del parco realizzato a fine 800 dal Duca Giuseppe Visconti di Modrone, padre del regista Luchino Visconti, gli espositori hanno presentato nuovi cultivar, esiti di nuovi incroci. Oltre ad alcune essenze di recentissima acclimatazione in Italia. Una scelta che è stata premiata in termini di presenze e acquisti e che ha attratto a Grazzano Visconti pollici verdi da tutta Italia, dalla Svizzera e dalla Francia. Giunta alla terza edizione,  la manifestazione voluta da Allegra Caracciolo Agnelli, Federico Forquet e Luchino Visconti di Modrone, sta diventando diventando sempre di più un punto di riferimento per tutti gli appassionati alla ricerca di una proposta selezionata, raffinata e di qualità.

Anche il luogo nel quale si svolge la manifestazione svolge di sicuro un ruolo importante nel successo dell’evento. Siamo infatti nel parco che circonda il maestoso maniero costruito nel 1395 su concessione del Signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti, come dono per la sorella Beatrice andata in sposa al nobile piacentino Giovanni Anguissola. Il fortilizio tornò di proprietà dei Visconti di Modrone nel 1870, legandosi indissolubilmente alla vita di questa famiglia. In particolare a quella del Duca Giuseppe e dei figli, tra i quali Luchino Visconti, il grande regista del Neorealismo che qui trascorse la sua infanzia.

Il Parco, disegnato e curato in prima persona dal Duca per farne un luogo di svago e delizia, è famoso per il suo eclettismo: qui infatti ispirazioni diverse convivono armoniosamente e le simmetrie del giardino all’italiana (che si trova di fronte l’ingresso principale del castello) si sposano con le linee dei viali che dirigono la visuale. E non manca una soave atmosfera romantica creata dalle zone a bosco e dai vialetti sinuosi che vi si inoltrano. Il piccolo fiume Rio Grazzano che scorre all’interno della proprietà riemerge per tutto il parco attraverso i giochi acquatici di fontane e statue. Attigua a un labirinto di tassi, risulta indimenticabile, poi, la fiabesca “casetta dei bambini”, voluta proprio dal Duca Giuseppe per i giochi delle figlie minori Uberta e Nane.

In questo contesto ricco di storia e fascino naturalistico, i visitatori hanno potuto ammirare le proposte dei molti vivaisti, che hanno realizzato anche dei veri e propri esempi di giardino, magari da cui trarre spunto e ispirazione. Molte anche le chicche, come la rosa dedicata a Gabriele d’Annunzio dei Rosai Barni. Poi l’enciclopedica raccolta di semi di pomodoro portata dalla Germania da Michael Schick e le rose antiche di Stefano Magi. Senza dimenticare le collezioni di graminacee, salvia da fiore, Settembrine, Anemoni del Giappone, Achillee di Pier Luigi Priola. Vivaista che da oltre 50 anni è il vero punto di riferimento per le erbacee perenni e ha raccolto la più ricca collezione italiana di graminacee ornamentali.