Alla scoperta del sogno di Franco Maria Ricci: Labirinto della Masone, il più grande del mondo

Labirinto della Masone, italiano il labirinto più grande del mondo

Viaggiare in capo al mondo dimenticandosi delle bellezze del proprio Paese. Succede frequentemente di mettere in secondo piano i tesori italiani, per poi pentirsene. Lo Stivale nasconde luoghi e particolarità in ogni angolo e spesso sono anche dei primati. Ne è un esempio il Labirinto della Masone nei pressi di Fontanellato, in provincia di Parma, detentore del titolo di labirinto in bambù più grande del mondo e voluto dall’editore e designer italiano Franco Maria Ricci.

Bambù stellari e fascino antico

Esteso su una superficie di sette ettari e dalla spettacolare pianta a stella è totalmente realizzato con piante di bambù di specie diverse, una delle tante passioni dell’illuminato proprietario. Oltre 200 mila quelli piantati di venti specie differenti, dalle nana alle giganti, tutte accomunate dalla crescita estremamente rapida, alla capacità di non ammalarsi, non spogliarsi d’inverno, ma di assorbire grandi quantità d’anidride carbonica.

Entrare così nel dedalo di sentieri che vanno a costituire il Labirinto della Masone non è solo un’esperienza all’insegna del divertimento (per trovare la via corretta verso l’uscita), ma anche un viaggio a ritroso nel tempo per apprezzare e riscoprire una delle fantasie più antiche della cultura umana, legato a miti e storie.

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La genesi del Labirinto della Masone

Un fascino che Franco Maria Ricci conosce bene, dato che risale agli anni Ottanta la volontà di costruirne uno in seguito all’incontro e alla collaborazione con Jorge Luis Borges, il celebre scrittore argentino.

Ho discusso di labirinti tutta la vita, con Italo Calvino, con Roland Barthes, con Borges. Lui ne era ossessionato, li citava continuamente nei suoi racconti, come nel Tema del traditore e dell’eroe, dal quale Bernardo Bertolucci trasse il suo La strategia del ragno. Borges rimase ospite a casa mia venti giorni, negli anni Ottanta, e fu allora che iniziai a pensare di costruire un labirinto vero.

Ma è solo negli anni Duemila che l’idea inizia a prendere forma grazie all’incontro con Davide Dutto, allora giovane studente torinese di architettura.

“L’idea era di ricostruire, con l’uso di nuovi software, l’isola di Citera, il luogo descritto nel più prezioso tra i libri a stampa, l’Hypnerotomachia Poliphili, pubblicato a Venezia nel 1499 da Aldo Manuzio; grazie al computer e grazie a Dutto che lo sapeva usare, il volume Il giardino di Polifilo, rivelò così l’immagine smagliante di quel luogo incantato e immaginario. Le immagini ottenute da Dutto col computer mi ricordarono il labirinto e la vaga intenzione da cui ero stato sfiorato parlando con Borges, di costruirne uno.”

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Il sogno di Franco Maria Ricci diventa realtà

Nel 2005 venne elaborato un progetto definitivo, che prevedeva la costruzione sia del labirinto sia degli edifici adiacenti – poi portati a termine da Pier Carlo Bontempi – che oggi ospitano le collezioni d’arte, mostre temporanee e conferenze. I lavori terminarono nel 2015 e il Labirinto della Masone viene inaugurato il 29 maggio di quell’anno.

Oggi i visitatori, dopo aver trovato l’uscita, posta al centro del divertissement, trovano una piazza di duemila metri contornata da porticati e ampi saloni nei quali prendono vita eventi della cultura contemporanea. Prospiciente la piazza, una cappella a forma piramidale spicca a ricordo del labirinto come simbolo di fede.

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Dopo la laurea in Cultura e Storia del Sistema Editoriale, mi sono specializzata in comunicazione digitale. Al momento lavoro nel settore del design per vari clienti, ma non mancano incursioni nel beauty, nel lifestyle e nei viaggi.