Un giardino nella Patagonia argentina, creato da Juan Grimm, sottolinea l’aspetto sublime della natura ed è in perfetto equilibrio con l’ambiente che lo circonda.

Il paesaggio suggestivo delle foreste del parco Nazionale Lanín, nella regione argentina di Neuquén nel cuore della Patagonia e ai piedi delle Ande, è lo scenario in cui è immerso un giardino che il paesaggista cileno Juan Grimm ha progettato nel 1998 e nel quale è intervenuto più volte nell’arco degli ultimi vent’anni, in virtù delle mutate esigenze e dimensioni della famiglia dei committenti.

Una vista autunnale del giardino nella Patagonia argentina dove il clima di montagna e le basse temperature consentono agli alberi autoctoni di assumere colorazioni intense. I rossi e gli arancio si devono soprattutto a Nothofagus pumilio, N. antarctica, N. alpina e N. obliqua. La fascia gialla è composta da Salix humboldtiana che costeggiano le rive del Rio Chimehuin, che scorre in mezzo alla proprietà. Davanti alla villa si nota il disegno del prato, che evoca l’andamento del fiume più in basso. Foto di Renzo Delpino

La foresta andino patagonica, in cui il giardino si trova, è rimasta quasi isolata dalle altre nel corso degli ultimi dieci milioni di anni e si è quindi sviluppata una ricca vegetazione autoctona, con un conseguente elevato numero di endemismi, che la creazione del parco, parte della Riserva della Biosfera Andino Norpatagónica, una delle 738 istituite dall’UNESCO, ha inteso preservare.

Viste del giardino connotato dalla presenza di bordure di Abelia x grandiflora, Juniperus horizontalis, Hebe armstrongii e Spiraea thumbergii e punteggiato da Austrocedrus chilensis e gruppi di Nothofagus, caducifoglia e sempreverdi, e di Salix humboldtiana. Foto di Renzo Delpino

Grimm, noto per il rispetto che i suoi progetti dimostrano per l’ambiente naturale, è intervenuto creando un luogo in armonia con il paesaggio circostante, in cui si integra alla perfezione. Il giardino si estende su una superficie di quasi tre ettari ed è parte di una proprietà di oltre seicento, con boschi intatti di Nothofagus obliqua, N. pumilio, N. antartica, N. dombeyi, Austrocedrus chilensis, Lomatia hirsuta e Maytenus boaria e prati di Festuca gracillima e specie di Cortaderia.

Viste del giardino connotato dalla presenza di bordure di Abelia x grandiflora, Juniperus horizontalis, Hebe armstrongii e Spiraea thumbergii e punteggiato da Austrocedrus chilensis e gruppi di Nothofagus, caducifoglia e sempreverdi, e di Salix humboldtiana. Foto di Renzo Delpino

Come spesso accade durante la costruzione di una grande casa, oltre un ettaro del bosco era stato distrutto e il giardino è stato progettato con l’intento di guarire la profonda ferita che la mano dell’uomo aveva generato nel paesaggio e ripristinarne la bellezza.

Il sentiero principale che conduce alla grande residenza fiancheggiato da siepi di Cotoneaster franchetii e Spiraea thunbergii sotto ai Nothofagus. Foto di Renzo Delpino

Entrando in dialogo con la natura, osservandone i colori, le trame, i volumi, la composizione degli spazi e la topografia, i pieni e soprattutto i vuoti, la luce e le ombre, la vegetazione, Grimm ha intrapreso la sua opera di ricomposizione. Ha iniziato definendo i percorsi di accesso alla villa e quelli che conducono ad altre aree della proprietà dove si trovano elementi da valorizzare o viste da incanalare o dove passeggiare fino ai boschi.

Una bordura di Spiraea thumbergii nella sua livrea autunnale che richiama cromaticamente, su scala minore, i Nothofagus. Foto di Renzo Delpino

Ha proseguito quindi con la creazione del giardino, di cui ha definito gli spazi e gestito il pendìo con una scalinata, parzialmente mascherata dall’erba, che dolcemente scende verso il grande prato, disegnato con una serie di curve che riflettono la topografia del paesaggio e l’andamento del Rio Chimehuin, che attraversa la proprietà gorgogliando allegramente.

Il panorama dal giardino: la foto evidenzia come non sia più possibile distinguere dove il paesaggio creato da Grimm finisca e inizi quello naturale. Foto di Renzo Delpino

Il prato ha assunto una forma particolare, come un fiume verde in piena che si diparte dalla villa e poi scende gradualmente, si allarga, forma anse e circonda penisole. In questo modo Grimm ha determinato ulteriori spazi per le piante.

Altre viste del giardino dal grande prato mostrano un’alternanza di sempreverdi e caducifoglia, come avviene naturalmente nel paesaggio circostante. Foto di Renzo Delpino

Il planting design si basa su alberi e arbusti autoctoni e altri esotici che hanno consistenza e colori simili a quelli del paesaggio circostante e lo riprendono in una scala minore, ne riecheggiano i colori nell’avvicendamento delle stagioni come in una danza, per condurre senza soluzione di continuità lo sguardo verso prospettive lontane. Piante a foglia caduca si insinuano come contrappunto tra le sempreverdi e evocano il  naturale cambiamento del paesaggio in autunno.

Altre viste del giardino dal grande prato mostrano un’alternanza di sempreverdi e caducifoglia, come avviene naturalmente nel paesaggio circostante. Foto di Renzo Delpino

Oltre al disegno, la scelta delle specie e delle loro associazioni e la loro disposizione sono la chiave di lettura dell’intero giardino. Una struttura di alberi e arbusti sempreverdi conferisce continuità e coerenza al luogo: Austrocedrus chilensis, Nothofagus dombeyi, Lomatia hirsuta e Maytenus boaria sono stati piantati in boschetti o come esemplari, richiamati da macchie di Hebe armstrongii, Juniperus horizontalis, Cotoneaster, Escallonia rubra e Gaultheria, disposti in bordure oppure ai piedi degli alberi.

Un sentiero che conduce agli spazi aperti del giardino, all’ombra dei Nothofagus e accompagnati da siepi di Escallonia rubra. Foto di Renzo Delpino

Piante a foglia caduca si insinuano come contrappunto tra le sempreverdi, sono disposte a gruppi per sottolineare alcune aree del giardino più vissute durante la stagione estiva oppure in autunno, quando il giardino brilla di rossi, gialli, arancio e bronzo. Sono i colori autunnali di Nothofagus pumilio, N. antarctica, N. alpina, N. obliqua e Salix humboldtiana ripresi da Spiraea thunbergii e S. japonica e dai calici di Abelia grandiflora, le cui foglie verde lucido, invece, in estate, richiamano quelle di Nothofagus antarctica.

Juan Grimm
Viste delle bordure che conducono al fiume, in un’alternanza di alberi sempreverdi (Maytenus boaria e Austrocedrus chilensis) e caducifoglia, rievocata dagli arbusti, con la lavanda a introdurre una nota di colore che fa risaltare l’insieme. Foto di Renzo Delpino

Poche le concessioni a fioriture vistose, quali per esempio quelle delle lavande che introducono una varietà cromatica a una palette basata essenzialmente sui toni del verde, con qualche piccola concessione al bianco e al rosa, a cui si aggiungono in autunno i colori accesi. Sono interessanti anche i giochi di consistenze, con alberi e arbusti a foglia piccola dal portamento leggero e arioso in contrasto con quello compatto delle conifere, e di altezze degli alberi.

Juan Grimm
Viste delle bordure che conducono al fiume, in un’alternanza di alberi sempreverdi (Maytenus boaria e Austrocedrus chilensis) e caducifoglia, rievocata dagli arbusti, con la lavanda a introdurre una nota di colore che fa risaltare l’insieme. Foto di Renzo Delpino

Nuovi giardini più aperti e basati sulla medesima filosofia sono stati creati per collegare le ville dei figli dei committenti al contesto, avvolgendole nel paesaggio: si trovano in una posizione panoramica da cui si vede dall’alto anche il fiume, delimitato da Salix humboldtiana, le cui foglie si tingono di un giallo caldo in autunno.

Juan Grimm
Il giardino fusion giapponese e patagonico, costituito da un sentiero flottante in legno circondato da pietre raccolte dal fiume e punteggiato da Cortaderia, è inserito tra giovani piante di Nothofagus e Austrocedrus chilensis. Foto di Renzo Delpino

In questa zona Grimm ha anche creato un piccolo giardino per il padrone di casa, di origine giapponese: è un sentiero flottante in legno che circonda uno spazio con pietre di differente dimensione, raccolte nei pressi del fiume. Cortaderia e altre graminacee autoctone punteggiano l’area, nascondendo gli angoli acuti del sentiero, attorniate dalla vegetazione autoctona del giardino che può ben essere considerato una fusione tra quello giapponese e quello patagonico.

Juan Grimm
Il giardino fusion giapponese e patagonico, costituito da un sentiero flottante in legno circondato da pietre raccolte dal fiume e punteggiato da Cortaderia, è inserito tra giovani piante di Nothofagus e Austrocedrus chilensis. Foto di Renzo Delpino

Il dinamismo nelle piantagioni infonde una grande forza espressiva a tutto il luogo, in un continuo dialogo con il paesaggio naturale, di cui sottolinea la sublimità, in un equilibrio perfetto con la magnificenza che lo circonda, al punto che paesaggio progettato e paesaggio naturale sembrano fondersi l’uno nell’altro e i confini scompaiono.

Juan Grimm
Gli arbusti caducifoglia del giardino circondati da alberi e arbusti sempreverdi creano profondità alla vista. Si notano anche i contrasti di forme e tessiture, di altezze e portamento e l’ampia gamma cromatica di verde usata da Grimm. Foto di Renzo Delpino

 

Juan Grimm

Juan Grimm è considerato uno dei padri dell’architettura del paesaggio in Sudamerica. Negli ultimi 40 anni creato e continua a creare innumerevoli giardini pubblici e privati in Cile, la sua patria, Argentina, Perù e Uruguay. I suoi progetti sono noti per il modo in cui si integrano naturalmente con il paesaggio circostante, anche grazie all’utilizzo di specie autoctone, e le sue creazioni si distinguono per la grande padronanza della natura nelle sue varie scale. Nei suoi giardini Grimm crea un’atmosfera, uno stato d’animo visivo e un’immagine di un ambiente perduto e ritrovato. juangrimm.cl

Elisabetta Pozzetti