Nicola De Pellegrini è nato a Belluno nel 1976, e nel 2002 si è laureato a pieni voti all’Università di architettura IUAV di Venezia. Nel 2011 ha fondato Anidride Design Studio, specializzandosi nel retail design, nel branding e nell’Art Direction, ma anche nel design sostenibile. Nel 2015, con Giovanni Bez, De Pellegrini dà vita ad Anidride Design Architettura, con cui ha iniziato a sviluppare progetti d’architettura su scala più ampia. villegiardini.it ha intervistato Nicola de Pellegrini che ha raccontato la filosofia che ispira Anidride Design Studio.

Anidride Design è uno studio olistico, ci può spiegare meglio questa definizione?

L’importanza di avere una visione globale quando si lavora a grandi progetti architettonici o legati all’interior è fondamentale per riuscire ad avere un quadro d’insieme completo e che permetta di lavorare al meglio. Il mio obiettivo è quello di perseguire la purezza del design attraverso la semplificazione delle complessità progettuali, ricercando un’estetica pura ed elegante che sappia soprattutto durare nel tempo. È molto importate per me che i risultati finali si impongano allo sguardo soprattutto per la coerenza dell’insieme e che sappiano trasmettere grandi emozioni, pur mantenendo una rigida funzionalità in ogni sua parte.

Lei è, invece, green architect, come coniuga questa caratteristica ai progetti che firma?

Direi che mantenere la sostenibilità dei progetti a cui lavoro è per me uno step imprescindibile per la buona riuscita del progetto stesso. La mia unità di misura è la qualità della vita umana per le realizzazioni di design. Sono sempre alla ricerca di soluzioni innovative che rispettino l’ambiente e che, allo stesso tempo, assicurino alti livelli di well-being. Ovviamente i vantaggi di un edificio green sono indiscutibili: bassi costi di manutenzione, stimolano la salute e soprattutto la produttività degli individui. Applico questo processo anche ai progetti di interior, dove rispetto i principi del design circolare, ponendo grande enfasi anche sulla storia del prodotto.

Uno dei suoi progetti internazionali riguarda il retail nel Medio Oriente, come ha ideato i nuovi layout per le catene di Grande Distribuzione? Quanto influiscono la scelta di materiali e colori nella Customer Experience?

Con lo studio The Right Side ho realizzato degli interventi su alcuni supermercati nel Middle East. Abbiamo mantenuto un approccio visionario, mettendo al centro il consumatore e la sua esperienza all’interno degli spazi del supermercato, senza tralasciare ovviamente il lato sostenibile di tutto il progetto. Per prima cosa abbiamo realizzato un layout che accompagnasse il cliente nel suo percorso in modo fluido e continuo, esaltando le fasi di preparazione dei vari alimenti e proseguendo poi in reparti più dettagliati, dove viene mantenuto un alto livello di ordine e di attenzione. La scelta di materiali dalla texture importante e dei colori caldi è fondamentale per trasmettere un’atmosfera accogliente e naturale, invitando così il cliente a prolungare la permanenza nel supermercato.

Oltre a essere architetto è anche designer, ha recentemente firmato una collezione per il mondo hospitality, come riesce a unire la sostenibilità nei progetti di prodotto?

Oltre ad essere architetto, sono anche designer e per me è molto importante perché mi permette di declinare i miei valori fondamentali del design sostenibile anche a livello di prodotto. Per la Contract Collection – la collezione realizzata per l’hospitality – ho posto grande attenzione nella scelta dei materiali, agli aspetti legati all’ergonomia e alla funzionalità. Ho poi seguito direttamente le fasi produttive per riuscire a offrire soluzioni innovative ed efficaci che permettessero di risparmiare tempo e risorse, senza dimenticarmi del senso di piacere e comfort che i prodotti devono trasmettere ai clienti. Aver progettato una collezione che offre due linee con una vasta gamma di finiture e stili ci permette di rispondere a una domanda più ampia, senza rinunciare ai principi dell’economia circolare.