Il giardino della speculazione cosmica

Oltre il giardino…

Oltre ai classici giardini all’italiana, d’arte, parchi-museo, c’è molto di più! Un esempio? Il Giardino della Speculazione Cosmica.
Realizzato nella Scozia sud-occidentale da un’idea dell’architetto del paesaggio Charles Jencks, è un giardino che si ispira alla scienza e alla matematica, con opere che rappresentarle, tanto che alcune di esse esprimono i buchi neri e i frattali.
Le piante non sono tantissime, ma le sculture raffigurano formule matematiche e algoritmi. È un giardino unico nel suo genere. Geometrico, essenziale, con un alto valore estetico.
Il Giardino della Speculazione Cosmica, a detta del suo inventore, è legato alla lunga tradizione storica giapponese dei giardini zen, a quella dei giardini persiani del Paradiso, del giardino inglese e a quello rinascimentale francese, rivelandosi una sorta di microcosmo dell’universo.
E’ facile rimanere senza parole davanti al ponte rosso a spirale chiamato Paradiso-Inferno, collegamento filosofico e spaziale tra nascita, vita, morte, bene e male; che dire poi della Cascata dell’Universo, in cui è possibile fermarsi in contemplazione, persi nella bellezza dei suoi 25 passaggi rappresentanti gli stati evolutivi nel corso di miliardi di anni.

Cè solo un problema: il giardino è aperto al pubblico solo una volta l’anno, agli inizi di maggio, in occasione della raccolta fondi per il Maggie’ s Centre, una fondazione per la ricerca sul cancro dedicata alla moglie scomparsa di Charles Jencks.