Fuochi d’artificio di antica fattura nella campagna toscana

Nata dalle ceneri dei razzi da guerra cinesi, in uso già dal VI, diffusi in Arabia nel secolo successivo e importati in Europa intorno al 1241, durante l’invasione mongola dell’Ungheria sotto la guida di Ögedei Khan, con il nome di “neve cinese”, l’arte del fuoco, divampa celere tra piroette di scintile, tecnicismi e segretezza. Espressioni di luce rigano i celi delle corti più prestigiose d’Europa, dalla dorata Versailles al celebre matrimonio tra Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia, dove per la prima volta fu inscenato “Il ballo delle ingrate” ad opera di Claudio Monteverdi. Esplodono nel 700 quale strumento di propaganda, schianti splendenti, prodigio del progresso, estasi di colori, incendi ed esplosioni.

Fuochi d’artificio di antica fattura,
la famiglia Soldi

É sull’onda di tale scia luminosa che sulla fine del XIX, precisamente nel 1869 in località Valdarno, vicino a Firenze, ci imbattiamo in Francesco Soldi, capostipite e fondatore di una famiglia dalla storia scoppiettante. Per pura passione, raccoglie la polvere nera dei monaci cinesi e fa della pirotecnica, un’arte. Se con i fratelli bolognesi Ruggeri, l’Italia si era già distinta durante il Settecento, è con la famiglia Soldi che ancora oggi eccelliamo a livello mondiale.

La corsa alla conquista dell’azzurro scatta dagli anni ’50 del 900 senza confini. La partecipazione a manifestazioni internazionali, rivoli di colore istantanei sull’ordinata Ginevra, gettate scenografiche per le grigie tele britanniche, spettacolari a Blackpool, Bilbao, Knokke, Montreal e Vancouver. Riconoscimenti e successi che portano la famiglia Soldi a rappresentare l’Italia in ulteriori concorsi in tutto il mondo. Inoltre dal 1989 allestiscono nel giorno di Pasqua lo Scoppio del Carro e l’accensione della Colombina in Piazza del Duomo, protagonisti folcloristici della città di Firenze.

Fuochi d’artificio di antica fattura,
eccellenza artigianale

Dall’artigianalità ricercata, le miscele coloranti esclusive e una particolare attenzione per l’ecologia, si estendono su 11 ettari di terreno in zona Valdarno, arrivando a rappresentare 200 manifestazioni all’anno, tra feste tradizionali, sfilate di moda, effetti scenici su produzioni cinematografiche ed eventi privati. Nell’immediato futuro illumineranno alcuni tra gli ambienti più prestigiosi del paese: a Firenze in Arno sotto Ponte Vecchio, sul terrazzo della Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria, sui merli di Palazzo Vecchio, in Piazza Pitti, a Roma in Piazza S.Pietro e Castel S. Angelo, a Milano al Castello Sforzesco e in Piazza del Duomo, a Monza in Piazza del Duomo, sulla Fortezza Medicea a Livorno, sul terrazzo dell’Hotel Des Bains a Lido di Venezia e in varie Ville e dimore storiche rinascimentali in tutto il territorio italiano.

Unici produttori di fuochi artificiali della regione Toscana fanno della pirotecnica l’arte dell’espansione di un attimo iridescente.

Toto di Camilla Riccò