Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, apre al pubblico la mostra “Venezia! Tornerò mai più a Venezia? Le scenografie di Danilo Donati per Il Casanova di Fellini” nello storico Negozio Olivetti in Piazza San Marco a Venezia – Bene di proprietà di Assicurazioni Generali, affidato dal 2011 alla cura e alla gestione del FAI.

In esposizione una selezione di cartoni originali, provenienti dalla Collezione della Fondazione Cirulli, realizzati dalla mano di Danilo Donati ma concepiti in stretta collaborazione con lo stesso Federico Fellini, che costituiscono i bozzetti preparatori che furono il modello e l’ispirazione per alcune delle scene del celebre film. La mostra, a cura di Pierpaolo Antonello, terminerà il 7 gennaio 2024.

Federico Fellini, grazie a Il Casanova (1976), ha legato indissolubilmente il suo nome a Venezia. Con questo film ha cercato di avvicinarsi all’idea di cinema “totale”, a voler “fare di una pellicola un quadro”. Il Casanova rappresenta anche l’apice del lavoro di Danilo Donati, scenografo e costumista tra i più celebrati del cinema italiano, già collaboratore di Monicelli, Rossellini, Pasolini, Zeffirelli. Donati ha firmato altri capolavori felliniani, come Satyricon (1969) e Amarcord (1973), ma con Il Casanova ottenne l’Oscar nel 1977 per il Best Costume Design, a cui si aggiunsero due Nastri d’argento 1977 per la miglior scenografia e per i migliori costumi.

I cartoni preparatori delle scenografie di Donati, esposti per la prima volta al Negozio Olivetti in piazza San Marco, ci riportano dentro la Venezia del film, fatta di suggestioni e fantasie oniriche: i bozzetti fanno parte di una raccolta più ampia e ripropongono emblematicamente il viaggio esistenziale dell’avventuriero veneziano, lungo la sequenza di episodi scelti da Fellini nella tormentata rilettura della biografia di Casanova.

Venezia rimane immagine emblematica della memoria e della psicologia di Casanova, è l’origine da dove tutto parte; il viaggio di Casanova è un viaggio verso i confini dell’Europa, ma è sempre anche un viaggio a ritroso verso una Venezia rimpianta e immaginata, che Fellini ha ricostruito in forme altamente simboliche.

A una Venezia crepuscolare, dai toni cupi, fanno da contraltare le scenografie teatrali degli interni dislocati nell’ampia coreografia dei salotti e delle città visitate da Casanova nella sua vita, da Parigi a Roma, da Württemberg a Costantinopoli, dove dominano colori accesi e contrastati. I luoghi e gli ambienti immaginati da Fellini e Donati impongono la determinazione cromatica delle scenografie: i rossi nelle scene romane, i gialli per quelle ambientate a Württemberg, i verdi delle fantasie orientalizzanti da Mille e una notte nell’episodio ambientato a Costantinopoli, prima ridotto e infine tagliato in fase di montaggio.

Il regista e lo scenografo hanno fatto uso di un ricchissimo materiale di documentazione per la costruzione delle scenografie del film, girato nei teatri di posa di Cinecittà. Fellini e Donati rivisitano forme, luci e colori della pittura del Settecento, da Guardi a Longhi, Hogarth e Watteau, con una serie di riferimenti provenienti dalla vicina raccolta di Ca’ Rezzonico. La documentazione opera solamente per creare un “livello di reminiscenza”, che il regista rivisita e trasforma.

La sfida che Fellini gioca con Il Casanova è principalmente stilistica: rappresenta il tentativo di declinare su un piano iconico e visuale la mitologia della modernità incarnata da Casanova. Il “cinema totale” voluto da Fellini sfrutta l’intero dominio delle arti e trova una splendida esemplificazione nelle tavole di Danilo Donati, che assieme a Il Casanova “ritornano”, per la prima volta, a Venezia.

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Il FAI è lieto di ospitare al Negozio Olivetti questa mostra che inaugura una collaborazione con la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, un’istituzione culturale con sede espositiva a San Lazzaro di Savena, Bologna, che si fonda su una collezione privata ricca e originale che mira a narrare e valorizzare la cultura visiva italiana del Novecento attraverso testimonianze inconsuete di ambito disciplinare diverso, dall’arte figurativa al disegno progettuale e architettonico, dalla grafica alla fotografia.

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La scelta di esporre i cartoni di Danilo Donati per Il Casanova di Fellini ribadisce in forme ancora nuove la politica culturale del FAI per il Negozio Olivetti: uno spazio espositivo dedicato al racconto e alla promozione di Venezia attraverso multiformi espressioni artistiche e materiali, eccellenti e significative, che segnano la sua storia e la sua cultura nel passato come anche oggi.

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La mostra sarà accompagnata da podcast di approfondimento per alcune opere, e in uno spazio dedicato saranno proiettate alcune delle scene del film che hanno tratto modello e ispirazione dai suddetti cartoni. fondoambiente.it