La materia non esiste di Arte da mangiare mangiare Arte e MAF – Museo Acqua Franca

L’archivio De Pas/D’Urbino/Lomazzi alla Fabbrica del Vapore di CASVA

Esprit Magicien di HoperAperta, a cura di Patrizia Catalano e Maurizio Barberis

Sharing Design – 8° edizione di Milano Makers, a cura di Cesare Castelli e Maria Christina Hamel

Con la Terra Si Può di TerraMigakiDesign, a cura di Sergio Sabbadini

In occasione della Milano Design Week 2023, Fabbrica del Vapore presenta MATERIA, un racconto a più voci declinato in cinque progetti espositivi che ha come trait d’union la qualità dei materiali e le loro applicazioni nel design, nell’arte, nell’artigianato e nell’architettura. Fabbrica del Vapore si trova nel cuore di un distretto multiculturale e ricco di creatività che comprende le zone Cenisio, Monumentale e Sarpi e riunisce nel suo territorio diversi soggetti e istituti culturali, da LOM Locanda Officina Monumentale ad ADI Design Museum Compasso d’Oro, all’Istituto di Cultura Cinese. Grazie alla recente apertura del cancello orientato verso Via Messina – Via Cenisio, che offre la possibilità di attraversarla da nord a sud, Fabbrica del Vapore si è ulteriormente aperta al quartiere.

Fabbrica del Vapore
HoperAperta, Maurizio Barberis

Se la cultura del Design del Novecento è stata segnata dalla progettazione di oggetti industriali che hanno connotato quella che oggi definiamo ‘modernità’, gli anni del secondo millennio hanno tracciato nuove modalità di operare. L’era digitale ci ha portato a considerare le forme del fare legate alla qualità dei processi attraverso cui si arriva a un oggetto. L’importanza dei materiali è sempre più elemento primario della progettualità. Un fare creativo che tiene conto della qualità della materia, della sua reperibilità, durabilità, possibilità di essere riciclata e la cui lavorazione e smaltimento non devono provocare danni all’ambiente. MATERIA vuole anche essere bellezza e recupero dei valori primari del fare: un oggetto ben fatto e bello è di per sé sostenibile perché mantiene immutato il suo valore nel tempo. I cinque progetti espositivi che animeranno la prima edizione MATERIA condividono questo comune sentire.

La materia non esiste di Arte da mangiare mangiare Arte e MAF – Museo Acqua Franca; Sala Colonne. Un percorso artistico sensoriale che destruttura l’idea convenzionale di design, fatto non solo di “oggetti”, ma anche di installazioni immateriali come il vapore, sensazioni olfattive, performance e sapori da scoprire. Progetto di Ornella Piluso a cura di Monica Scardecchia.

L’archivio De Pas/D’Urbino/Lomazzi alla Fabbrica del Vapore di CASVA; Palazzina Liberty. Progetto espositivo incentrato sull’archivio De Pas D’Urbino Lomazzi, donato nel 2010 dai progettisti al CASVA.

Esprit Magicien di HoperAperta, a cura di Patrizia Catalano e Maurizio Barberis; Spazio Ex Cisterne. L’utilità di un oggetto è determinata, dalle sue connotazioni metafisiche, dalla magia di una forma intesa come figura, connessione tra ciò che non è dato rappresentare e la sua apparenza/apparire nel mondo delle cose. HoperAperta espone opere e cose che interpretano il tema dell’oggetto/figura.

Sharing Design – 8° edizione di Milano Makers a cura di Cesare Castelli e Maria Christina Hamel;Spazio Messina 2, piano Terra. Per una cultura del design indipendente autoprodotto basata sui valori irrinunciabili di inclusione e parità di genere, valorizzando le specificità dei territori.

Con la Terra Si Può, di TerraMigakiDesign, a cura di Sergio Sabbadini;Spazio Messina 2, piano terra. L’ottava edizione del Fuorisalone dedicata ai temi della sostenibilità e della terra cruda. Ma MATERIA non sarà solo mostre: sarà anche un fitto palinsesto di eventi collaterali con incontri, concerti e approfondimenti ospitati da tutta Fabbrica e dal Padiglione della Musica “Il Guscio”, progettato per l’occasione da TerraMigakiDesign. In previsione, come fuori programma, c’è anche un firmacopie del nuovo catalogo della mostra “Dopo il botto” da parte di Zerocalcare (Michele Rech), mercoledì 19 aprile dalle 14.00 alle 18.00. La mostra, ospitata dalla Cattedrale di Fabbrica del Vapore, terminerà il 23 aprile.

Fabbrica del Vapore
TerraMigakiDesign, Arkaika Corti

MATERIA di Fabbrica del Vapore: gli eventi / le mostre

 La materia non esiste di Arte da mangiare mangiare Arte e MAF – Museo Acqua Franca; Sala Colonne. Arte da mangiare mangiare Arte in collaborazione con Museo MAF vi invita a un viaggio fra Materiale e Immateriale. “La materia non esiste, tutto è energia e vibrazione”, su questa affermazione di Albert Einstein il pubblico sarà condotto in un percorso artistico sensoriale che destruttura l’idea convenzionale di design, fatto non solo di “oggetti” ma anche di installazioni immateriali come il vapore, sensazioni olfattive, performance e sapori da scoprire.

Sei i percorsi e le materie che caratterizzeranno la mostra “La materia non esiste”: Vapore con le sculture immateriali di topylabrys in collaborazione con Azienda Tsp Milano; Olfatto con le installazioni di “architetture olfattive” di topylabrys realizzate in collaborazione con Visioni Olfattive di Silvio Pella su materiali di recupero dell’azienda Slide; Cibo con il food design dello Chef Cesare Marretti del Ristorante Superficiale Milano in collaborazione con Percorsi Olistici e la Chef Paola Chiolini del Ristorante La Balena Bianca di Vallecrosia; Verde con fiori ed elementi vegetali di Raverabio e Tastee.it reinterpretati dalla chef Chiolini; Corpo con le improvvisazioni di danza nel vapore del danzatore Enzo Scuderi, l’installazione di Matteo Lombardi e le performance collegate al suo lavoro di altri studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera; Plastica con le ricerche di design di topylabrys su materiali di seconda scelta dell’azienda Slide. Le esperienze in mostra, ovvero le progettualità di design immateriale, trattano il tema dell’energia con una visione etica che è sempre alla base del fare e del trasformare per migliorare la vita sul nostro pianeta nel segno della sostenibilità; fra queste la plastica, materia protagonista del nostro tempo rivela quasi come fosse soggetto di un processo alchemico i suoi legami con la natura e assume nuove e più preziose sembianze attraverso una trasformazione etica e sostenibile. L’idea di promuovere un design del vapore arriva dal contesto che ospita l’esposizione: la Fabbrica del Vapore, un tempo zona industriale e sede della Carminati Toselli produttrice di rotabili tranviari e ferroviari, luogo ristrutturato e ora destinato a nuova vita. Progetto di Ornella Piluso a cura di Monica Scardecchia, sponsor della mostra Gefond e Ristorante Superficiale Milano.

L’archivio De Pas/D’Urbino/Lomazzi alla Fabbrica del Vapore di CASVA; Palazzina Liberty. In occasione della Design Week 2023 il CASVA propone l’apertura straordinaria della mostra “CASVA/Satellite alla Fabbrica del Vapore”, programmando visite guidate, incontri e la proiezione del video documentario “De Pas/D’urbino/Lomazzi: video/intervista a Paolo Lomazzi” (regia, riprese video e montaggio di Francesco Clerici). Il progetto espositivo è incentrato sull’archivio De Pas D’Urbino Lomazzi. CASVA/satellite alla Fabbrica del Vapore è un progetto a cura della direzione del CASVA/Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, del Comune di Milano e il DASTU Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, il CESMAR7 e la Fondazione CASVA, realizzato in attesa dell’apertura della sede del CASVA nell’ex mercato al QT8.

L’allestimento, realizzato con la collaborazione di Paolo Lomazzi, è incentrato sui lavori di De Pas/d’Urbino/ Lomazzi e presenta idealmente al pubblico le tre azioni con cui si vuole indentificare la missione del CASVA: la conservazione, la consultazione e la comunicazione dell’istituto culturale in corso di realizzazione nel QT8. La prima stanza è quindi dedicata alla comunicazione, presenta prototipi e prodotti d’arredo appartenenti della ricca seconda donazione dei materiali pervenuti al CASVA in occasione della chiusura dello studio degli architetti. La seconda stanza è dedicata agli studi sulla conservazione della plastica e alle ricerche in atto. La terza stanza prosegue l’attività di valorizzazione del lavoro dello studio De Pas/D’Urbino/Lomazzi esplorando il significato degli oggetti da loro progettati ed esposti alla mostra Italy. The new domestic landscape tenutasi al MOMA di New York nel 1972. La mostra segnò il riconoscimento e l’affermazione del genio del Made in Italy a livello mondiale. In quell’occasione furono esposti cinque progetti iconici dei tre maestri: la seggiolina per bambini Junior, il sistema modulare per librerie e arredi lineari Brick System, la poltrona Joe; la poltrona Blow e la poltrona Galeotta, oggetti che rivoluzionarono negli anni Sessanta il modo di concepire l’arredo domestico. In questa sede, oltre ad avere una visione di come si strutturerà l’archivio incontrerete i progetti e i prototipi di Junior, Blow, Brick System insieme a tanti altri e l’incredibile modello al vero in cemento della poltrona Joe.

Esprit Magicien Oggetti utilitaristici per pratiche rituali di HoperAperta  Spazio Ex Cisterne. Un progetto di HoperAperta a cura di Maurizio Barberis e Patrizia Catalano. In collaborazione con: The School of Architecture & Design, New York Institute of Technology, New York, USA Compagnia Teatro Colla, Milano Massimo Negri, Direttore Scientifico dell’European Museum Academy.

CASVA, De Pas, D’Urbino, Lomazzi, Sciangai snodo

Nella grande Sala della Cisterna, verranno esposte opere e oggetti che reinterpretano il tema dell’oggetto/figura. La mostra proporrà un confronto su questi temi tra gli artisti e gli architetti invitati: Fabio Maria Alecci e Gianluca Esposito, Maurizio Barberis, Armando Bruno e Alberto Torres, Dorian X, Alfonso Femia, Cristina Fiorenza, Duccio Grassi, Alessandro Melis con Fadhil Fadhil e Monica Battistoni, NùeVù, Daniele Menichini, Aldo Parisotto, Steve Piccolo, Odilia Prisco, Sonia Ros, Davide Valoppi, Alberto Vannetti, Carmelo Zappulla. ESPRIT MAGICIEN vuole essere anche teatralità, spettacolo, emozione. Per questo motivo verrà coinvolta una realtà importante del mondo dello spettacolo milanese.

La Compagnia Teatro Colla, che metterà in mostra le marionette realizzate nel 1960 per la rappresentazione de La Tempesta di Shakespeare (tradotta per l’occasione da Salvatore Quasimodo) attraverso una speciale installazione multimediale. In collaborazione con Steve Piccolo, Martina Barberis Casagrande, Henry Thoreau. Inoltre una speciale installazione luminosa di Antonangeli, curata da Gianfranco Marabese, posizionandosi al centro della Cisterna creerà una scenografia di luce aerea, omaggio allo spazialismo di Lucio Fontana. Le opere di ESPRIT MAGICIEN sono state realizzate con la partecipazione di Antonageli, Attico Interni, Candle store Andrea Moraes, Casalgrande Padana, Cl Italia, Cromonichel, Marmi Faedo, Materica, Metallum, Nic Design, Noumena, Officine Tamborrino, Sprech, Zeus, aziende che rappresentano l’eccellenza nella lavorazione e nella finitura di materiali come metallo, pietra, marmo, plexiglas, e che operano con un approccio sostenibile di valorizzazione dell’ambiente in cui operano. In occasione del Fuorisalone 2023, Hoperaperta avrà anche una vetrina speciale nel ristorante di Cocciuto di Via Procaccini, 33, l’insegna punto di riferimento per gli amanti della buona cucina. Cocciuto ospiterà infatti nel suo locale di design due opere della mostra: Arnolfini’s e Studiolo. Inoltre HoperAperta per questa edizione 2023 è partner di Medelhan che il 19 aprile organizzerà la seconda edizione della Milano Design Night.

Sharing Design – 8° edizione. Per una cultura del design indipendente autoprodotto di Milano Makers a cura di Cesare Castelli e Maria Cristina Hamel; Spazio Messina 2 (piano terra)

Milano Makers aps (Mima) nei suoi oltre dieci anni di attività si è particolarmente impegnata a promuovere un’idea di cultura del progetto del design indipendente autoprodotto basata sui valori irrinunciabili di inclusione e parità di genere. I principi della sharing economy, della economia circolare e della sostenibilità ambientale sviluppati in armonia intergenerazionale, caratterizza da sempre tutte le sue manifestazioni e hanno contribuito a determinarne la sua identità e Il suo modello relazionale di cultura del progetto che poggia su tre elementi tra loro interconnessi: Makers, Artigiani e Istituzioni pubbliche. Gli anni della pandemia e il nuovo shock energetico hanno dimostrato la validità del modello di resilienza proposto dalla associazione. Questa sensibilità progettuale che caratterizza l’identità culturale di Milano Makers sarà il filo conduttore per la 8° edizione di Sharing Design, in Fabbrica del Vapore, in occasione della Design Week, dal 18 al 23 Aprile prossimo. Milano Makers sta collaborando alla progettazione del palinsesto Materia promosso da Fabbrica del Vapore e Comune di Milano, dove la materia è posta al centro della cultura di progetto e sarà protagonista delle manifestazioni e dei talks che si terranno durante la Design Week.

Elenco mostre di Milano Makers: Istangiada, a cura di Maria Christina Hamel in collaborazione con il Rotary Club di Cagliari, per valorizzare le pecularietà dell’artigianato sardo. Isangiada in lingua sarda significa vaso di piccole dimensioni, un vaso, una brocca, un contenitore ancestrale per l’acqua. La collezione si compone di 7 prodotti realizzati in terracotta secondo le tradizionali tecniche di Assemini (CA) realizzati da Doriana Usai che andranno successivamente ad implementare la sezione Milano Makers presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Progetti dei designers: Luisa Carnevale Baraglia, Maria Christina Hamel, Fulvia Mendini, Franco Raggi, Ilaria Pirro, Omar Tonella, Amelia Valletta.

Materia Matters – progettare per la pace, a cura di Anastasia Biletska, Anna Manako e Maria Christina Hamel. Una mostra collettiva di design company, designers e makers ucraini, per una produzione consapevole sperimentando materiali rispettosi della natura sia tradizionali, lino, lana, paglia, canapa che innovativi secondo i criteri dell’economia circolare.

Fragilità come condizione umana – riflessioni sul nostro tempo a cura di Massimo Caiazzo per Design+Sensibile. «Fragilità» una straordinaria testimonianza del nostro tempo che racconta la nostra fragilità con poesia. Verrà esposta anche una installazione interamente realizzata in stampa 3D con un materiale sostenibile e innovativo derivato da amido di mais eco-compostabile. Progetto luci di Fulvio Michelazzi (AILD); Assistente Saqlain Mohammed; coordinamento Paola Maltese. Un’interpretazione contemporanea e “sostenibile” del giardino dell’Eden che celebra la bellezza di tutti i colori del creato.

Progetto Design Alabastro 22, a cura di Luisa Bocchietto. Il progetto coinvolge 11 designer e 11 alabastrai per la realizzazione di 11 nuovi inediti prodotti. Il progetto riguarda il mondo dell’artigianato di eccellenza che si confronta con il design per individuare nuove modalità di realizzazione, produzione, distribuzione. L’alabastro di Volterra è un unicum dal punto di vista del materiale, per caratteristiche proprie di lucentezza, lavorabilità, trasparenza e la sua storia ha radici ininterrotte di lavorazione a livello locale da oltre duemila anni a partire dal periodo etrusco. La tradizione viene tramandata da artigiani locali, esperti nella sua lavorazione che si cimenteranno nella realizzazione di prototipi da presentare al pubblico. Progetti dei designers: Fabrizio Loschi, Francesco Messina, Franco Raggi, Giovanna Talocci, Lorenzo Damiani, Luisa Bocchietto, Maria Christina Hamel, Roberta Verteramo, Roberto Marcatti con Cintya Concari, Setsu&Shinobu Ito, Vincent Martinez Sancho.

Arte da mangiare mangiare Arte e MAF-Museo Acqua Franca, Chiolini, Boccone fra arte e design fiorito nel vapore

WunderWood Perduti nelle meraviglie del legno. Fabbro Arredi espone i progetti del contest WunderWood, mobili contenitori premiati per innovazione e creatività e realizzati dalla realtà artigiana con cura sartoriale e attenta selezione dei materiali. WunderWood è il concorso rivolto agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera Milano, della Facoltà di Architettura di Lubiana e dell’Accademia di Belle Arti G.B. Tiepolo di Udine che diventa un trampolino di lancio per i giovani nel mondo del design. Progetti dei designers: Karolina Pavlič e Katja Novak, Florian Nagl e Theresa Zellner. Call di Milano Makers, a cura del direttivo dell’associazione riservata agli iscritti sui temi della sostenibilità ambientale legati alle autoproduzioni. Hanno finora aderito: Antonella Casazza, Monica Casu, Greta Craveri, Lorenzo Damiani, Flavia Freixa, Marica Moro, Marco Poli, Gianfranco Setzu, Gregorio Spini, Silvia Tedesco, Amelia Valletta, Rosa Vetrano.

Con la Terra Si Può di TerraMigakiDesign a cura di Sergio Sabbadini; Spazio Messina 2 (piano terra) e Piazzale. Il team TerraMigakiDesign presenta, insieme ad ANAB e in collaborazione con INBAR, l’ottava edizione del Fuorisalone dedicata ai temi della sostenibilità e della terra cruda. Gli approfondimenti sull’uso della terra nel design vengono presentati attraverso una selezione di oggetti, disponibili all’oggi nel panorama internazionale, intitolata La preziosità della terra. Lo stesso tema, sviluppato sotto un profilo didattico, si mette in mostra attraverso una selezione di lavori dell’Accademia NABA e di altri istituti universitari. La terra cruda si lega sia all’industrial design che all’autoproduzione e proprio su quest’ultimo tema saranno presenti quotidianamente laboratori e dimostrazioni pratiche sull’uso di questo materiale.

Materia di Fabbrica del Vapore e Con la terra si può di TerraMigakiDesign prevedono la partecipazione di un ospite speciale Matteo Mezzadri con le sue installazioni Città minime, realizzate per l’occasione con quasi tremila mattoni in terra cruda meticolosamente assemblati. Saranno presenti anche installazioni e manufatti che abbinano impasti di terra a fibre derivanti da scarti industriali del tessile nell’ambito del progetto Con i piedi in terra. Lo scultore Luigi Turati, ospite della Fondazione Paolina Brugnatelli, presenta le Sculture tattili, interagendo direttamente con il pubblico. Una terza opera d’arte sarà presente nel padiglione, Belive In Your Selfye di Claudio Onorato, dove il pubblico personalizzerà l’opera con la propria immagine. Il laboratorio Kilili sottolineerà i percorsi di collegamento tra la Fabbrica del Vapore e gli altri luoghi di eccellenza del design dello stesso distretto attraverso la performance Le portatrici di terra. Correlata a questa manifestazione è Womud di Barbara Narici che presenta il lavoro fisico delle donne nei cantieri in terra cruda. Quest’anno viene presentata altresì una straordinaria sinapsi culturale tra design, musica e spettacolo attraverso l’installazione del Padiglione della Musica “Il Guscio”, che ospiterà molteplici eventi musicali organizzati in sinergia con l’Associazione Culturale Concertato. Un padiglione realizzato interamente in legno con un design che ne permette un suo completo avvolgimento e impacchettamento per renderlo mobile, trasportabile e pertanto itinerante per altre manifestazioni sul territorio. fabbricadelvapore.org