Equilibrio sottile: a Bergamo la fotografia svela il destino dell’ambiente

The Danakil Desert, Eritrea - © Andrea Frazzetta
The Danakil Desert, Eritrea © Andrea Frazzetta

Equilibrio sottile: a Bergamo va in mostra l’ambiente

Fragile, maltrattato e sottovalutato: il destino dell’ambiente è in Equilibrio sottile. Così lo racconta la mostra fotografica allestita a Bergamo dal 27 Ottobre all’11 Novembre, nel contesto della seconda edizione del festival Fotografica, a cura dell’Associazione omonima.

Dal cambiamento climatico allo sviluppo non sostenibile: quali sono le conseguenze sull’ambiente del comportamento irresponsabile dell’uomo?

Con la consulenza artistica di Denis Curti, la rassegna prova a esporle tutte, in una diciassette giorni non-stop di incontri, dibattiti e – naturalmente – esposizioni fotografiche.

Una location d’eccezione

Allestite nel Monastero del Carmine, le mostre svettano dunque dalla splendida cornice di Città Alta, la parte più nobile e antica della città. Qui si alternano grandi nomi di levatura internazionale e giovani emergenti, tutti riuniti attorno al tema delle conseguenze dell’azione negligente dell’uomo sul territorio. Pronti a cogliere gli aspetti più brutali del cambiamento climatico, questi scatti non mancano tuttavia di raccontare l’intrinseca bellezza del nostro pianeta.

Il risultato è uno forte stimolo alla riflessione – più attenta e propositiva – sui destini generali dell’umanità e dell’ambiente.

Ricco e articolato: ecco il palinsesto di Equilibrio sottile

Così, accanto al reporter mondiale Andrea Frazzetta, presente con scatti di vulcani, distese di sale e laghi dai colori incredibilmente psichedelici, si schiera il documentarista Alessandro Grassani, le cui foto si muovono attorno al tema delle migrazioni climatiche.

C’è poi il grande Gianni Berengo Gardin, che racconta in bianco e nero le navi da crociera a Venezia; o Fabio Cuttica, con un reportage sulle miniere d’oro illegali dell’Amazzonia.

E poi c’è Fausto Podavini, con un’indagine fotografica sugli esiti della costruzione di una diga in Etiopia; e Luca Locatelli, che ragiona sul rapporto tra progresso tecnologico e prospettive oscure.

From Arctic with love

Chiude la rassegna un’interessante overview fotografica dedicata all’Artico, firmata da Ragnar Axelsson, Garsten Egevang e Paolo Solari Bozzi. Curata da Denis Curti, l’esposizione raccoglie 120 immagini in bianco e nero degli ambienti ostili, eppure seducenti, di Groenlandia, Siberia, Alaska e Islanda.

La rassegna si chiude con la proiezione del film My life in a click di Max Losito dedicato a Gianni Berengo, uno dei più grandi fotografi contemporanei – per l’appunto ospite della rassegna fotografica. D’eccezione la voce narrante: si tratta della fedele compagna.

Questi sono i danni irreparabili che alterano, giorno dopo giorno, non solo il sistema ambientale, ma anche quello antropologico e socio-economico del mondo: il rapporto tra uomo e ambiente è decisamente in equilibrio sottile. Occorre trovare presto una soluzione, e la rassegna bergamasca prova a dare gli input necessari per aprire il dialogo. L’appuntamento è immancabile.