Emergent geographies: UNIDEE si racconta

Emergent geographies: UNIDEE si racconta
Emergent geographies: UNIDEE si racconta

UNIDEE a porte aperte: tempo di Emergent geographies

Correva il 1998 quando l’artista Michelangelo Pistoletto inaugurava Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, un’organizzazione no-profit nel centro storico tessile di Biella: solo l’anno successivo vedeva la luce il progetto UNIDEE – University of Ideas, un programma educativo post-laurea destinato al cosiddetto art and social change.

Attraverso la ricerca interdisciplinare, agli studenti vengono forniti infatti gli strumenti più adeguati per sfruttare le ecologie locali nel processo creativo. Il risultato è un nuovo tipo di artista: è il cosiddetto artivator, al confine tra cambiamenti sociali e approccio artistico della materia.

Due sono i programmi attualmente attivi: Modules (strutturato in brevi moduli intesivi moderati da ospiti sempre diversi) e Residencies (che si focalizza sull’interscambio culturale con artisti provenienti da paesi non occidentali).

UNIDEE: la classe al lavoro
UNIDEE: la classe al lavoro

Save the date: 9 Novembre, ore 18.30

Proprio in occasione dell’open day di Residencies, le quattro artiste in residenze, Daniela Delgado Viteri, Leyli Gafarova, Manjot Kaur e Shayma Albess, presenteranno alcuni frutti del loro lavoro. E insieme al curatore Valerio Del Baglivo racconteranno il proprio contesto d’origine. Con la giornata Emergent Geographies verrà dunque analizzato lo sviluppo di tale modello pedagogico mondialista, che fin dalla sua origine ha attinto dai diversi contesti socio-politici di provenienza dei partecipanti per elaborazione tanto sofisticati quanto innovativi percorsi di conoscenza.

Sarà l’occasione perfetta per approfondire la conoscenza, ad esempio, della documentarista Daniela Delgado Viteri, specializzata in processi performativi collettivi. Sarà proiettato Shortcuts, una serie di video-interviste (immaginarie) sul tema delle scorciatoie comportamentali come forme alternative di ribellione.

Gli artisti in residenza, lo sguardo internazionale

La cineasta Leyli Gafarova, proveniente dall’Azerbaijan, porta invece Culture of silence, un video multicanale girato a Baku. Indagando i quartieri poveri della cittadina, la telecamera diventa qui mezzo di narrazione e, contemporaneamente, mezzo narrato: qual è il suo potere di azione in contesti difficili?

Con il video When it enfolds you, l’israeliana Shayma Albess analizza il rapporto tra sensazioni e suono. Dai terremoti agli allarmi, i segnali acustici rivendicano un ruolo di primaria importanza: quello di segnalarci un eventuale momento di pericolo.

L’indiana Manjot Kaur è invece presente con un’installazione multimediale che ragiona sul tema indissolubile della natura e della cultura: è It’s happening, while rotating and revolving… L’acqua è l’elemento che ristabilisce il contatto con la realtà diretta, come racconta il suono dell’arrivo dell’acqua alta nella laguna veneziana.

L’identità artistica passa anche dalle questioni antropologiche dell’ambiente: con Emergent geographies la Fondazione Pistoletto apre le sue porte il 9 Novembre per permetterti di scoprirlo. Non mancare.