Castello Camuzzi, uno scrigno di memorie

Castello Camuzzi, Foto di Fabrizio Cicconi

Può un castello essere intimo e accogliente? La risposta è decisamente si. Lo dimostra la dimora di Francesca Neri Antonello, architetto e titolare di FNA Concept, e della sua famiglia, incastonata sui verdi pendii della Collina d’Oro, sul lago di Lugano. Nonostante sia una villa a tutti gli effetti, nella cittadina della svizzera italiana si preferisce chiamarlo “castello”. Quasi in segno di rispetto alla sua romantica aurea, che conquista fin dal primo sguardo. Il “Castello” è stato edificato in stile neogotico, nella seconda metà dell’Ottocento dai Camuzzi, acclamati alla corte degli zar per aver ornato, con gessi e stucchi, regge e palazzi di San Pietroburgo. La famiglia investì le proprie ricchezze in un palazzo di rappresentanza in cui ogni stanza è stata pensata come un campionario delle loro abilità di decoratori. Un luogo dove fantasia ricerca e creatività potessero trovare tutto lo spazio per esprimersi. 

In questo modo i Camuzzi hanno conferito alla residenza un fascino del tutto particolare, che ha sedotto anche un Nobel della letteratura come Hermann Hesse. Che proprio qui affittò tre stanze per vivere fino alla morte, tra scrittura e disegno. L’atelier, con la grande vetrata e un elegante balconcino in ferro battuto, è proprio sopra il portale d’ingresso. Sovrastato da una finestrella romboidale in cui si trovava lo studio dello scrittore. La collezione dei suoi dipinti è ancora qui, nell’appartamento di un’altra famiglia, che con la casa ha comprato anche i quadri, legandoli per sempre al luogo in cui sono nati.
Ma andiamo con ordine. 

Già dal primo impatto, attraversando il giardino ed entrando nel portale d’ingresso, si ha l’impressione di essere finiti in un’altra epoca. O forse di essere fuori dal tempo. È la sensazione che deve aver provato l’architetto d’interni Francesca Neri Antonello che se ne è innamorata al punto di comprarvi un grande appartamento, che ha completamente ristrutturato per farne la residenza di famiglia. Che oltre al marito Giulio, comprende i figli Claudia, Filippo e il cane Coco. 

Stucchi, camini, soffitti affrescati sono stati restaurati e valorizzati, e con loro sono state mantenute tutte le tracce del tempo e della storia della casa: tubi a vista, vecchi pavimenti, archi e muri posticci. “Più che un progetto, è stato un adattamento, spiega l’architetto”. Con la sua bellissima imperfezione, questa casa ci ha accolto accordandosi al nostro stile di vita e riempiendosi delle nostre cose.” E così le memorie di un illustre passato hanno iniziato a convivere con quelle della famiglia.

Ma sono i piccoli dettagli inaspettati a creare l’atmosfera. Lo stile classico cede spazio alla modernità solo quando è indispensabile, come nel caso della cucina ma si riprende subito la rivincita nella camera dove la vasca sotto la finestra ricorda le bellissime ambientazioni dei libri di Jane Austin o dei film di James Ivory.

“Esternamente, il castello era signorile ma tutto sommato semplice negli interni, e gli esperimenti dei Camuzzi si concentravano soprattutto nella decorazione. In ogni stanza ho aggiunto elementi nuovi, domestici, per fare da contraltare alla classicità di gessi, camini e cornici.” Francesca ha inoltre ridisegnato la planimetria, creando divisori e redistribuendo gli spazi per venire incontro alle nuove esigenze di una famiglia con due figli piccoli.

Con mano discreta, per non cancellare le tracce del passato, ma visibile, per sottolineare gli interventi attuali. “Se avessi tentato di nascondere qualcosa alla fine me ne sarei pentita, così ho messo tutto in evidenza: i muri portanti, le pareti posticce, gli archi, i caloriferi con i tubi a vista preferendo l’emozione alla funzionalità. Il passavivande è diventato una libreria, la splendida ghiacciaia la utilizziamo come cantina così come una vecchia vasca da bagno inutilizzata.” Non importa se non si sono elementi di domotica, se non c’è l’aria condizionata o i doppi vetri. “Gli spifferi e la brezza del lago che entrano dagli infissi originali sono parte dell’arredamento. Il fresco arriva da una sorgente che sgorga in cima alla collina e scorre per tutta la lunghezza del terreno, e che credo sia l’origine dell’energia che emana da questa casa”.

Castello Camuzzi, Foto di Fabrizio Cicconi

L’atmosfera raffinata ma informale degli interni si ritrova anche nel giardino che circonda il Castello. Impiantato, probabilmente con l’aiuto di un bravo paesaggista, dai Camuzzi. Palme cinesi, camelie, glicini.

E un enorme faggio che, sradicato dalla tempesta Vaia, ha liberato dalla sua ombra imponente la limonaia, riportandola alla luce, anche se parecchio danneggiata. “Dalle mie finestre non ho la classica vista da cartolina, ma non importa perché era molto più importante rispettare lo spirito di questo luogo. Nel quale a volte immagino Herman Hesse passeggiare, meditando, oppure scrivere al suo taccuino ”.

 

 

 

 

Foto di Fabrizio Cicconi 

Progetto di Francesca Neri Antonello – FNA Concept 

fnaconcept.com