Birgit Jürgenssen: Io sono, presente femminile, futuro plurale

Voglio uscire di qui!, 1976 - Courtesy Galerie Hubert Winter, Vienna © Estate Birgit Jürgenssen by SIAE 2019
Voglio uscire di qui!, 1976 - Courtesy Galerie Hubert Winter, Vienna © Estate Birgit Jürgenssen by SIAE 2019

Birgit Jürgenssen: quando l’avanguardia sposa il tema del femminismo

Non divertissement dei salotti perbenisti di tutto il mondo del nuovo millennio, ma movimento di rivendicazione dalle radici ben più solide, il femminismo entra in scena a Bergamo: merito è di Io sono, la prima retrospettiva italiana su Birgit Jürgenssen.

Senza titolo, 1976 - Courtesy Galerie Hubert Winter, Vienna © Estate Birgit Jürgenssen by SIAE 2019
Senza titolo, 1976 – Courtesy Galerie Hubert Winter, Vienna © Estate Birgit Jürgenssen by SIAE 2019

L’omaggio di una delle più importanti interpreti dell’avanguardia femminista internazionale arriva a GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, con la curatela di Natascha Burger e Nicole Fritz, in un progetto nato in stretta collaborazione con Estate Birgit JürgenssenKunsthalle Tübingen e Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk.

Dal 7 Marzo sarà finalmente possibile attingere alla sapienza della produzione dell’artista austriaca: oltre 150, tra disegni, sculture, fotografie e cianotipie, sono infatti i lavori declinati in sei differenti sezioni del percorso espositivo.

Senza titolo, Storia Naturale, 1975 Courtesy Galerie Hubert Winter, Vienna © Estate Birgit Jürgenssen by SIAE 2019
Senza titolo, Storia Naturale, 1975 – Courtesy Galerie Hubert Winter, Vienna © Estate Birgit Jürgenssen by SIAE 2019

Ispirata dai linguaggi del Surrealismo, Birgit Jürgenssen ha colto l’essenza del suo tempo stravolgendo i concetti di bellezza femminile e sessualità, spesso sovvertendo le convenzioni attraverso l’uso performativo della fotografia.

Merito è della scelta dell’ironia come mezzo sintattico per raccontare la relazione tra lo spazio e il corpo, mai esibito crudelmente, ma raccontato – pur con la nudità – attraverso l’uso di processi di disvelamento. Così, le opere attingono pienamente a un repertorio di maschere e inserti, contemporaneamente oggetti esterni al corpo ma anche capaci di raccontarlo con la migliore lucidità possibile. E permette così di dare spessore alle profondità del discorso sul genere e sulla natura.

Ohne Titel, 1977-1978 - Courtesy Galerie Hubert Winter, Vienna © Estate Birgit Jürgenssen by SIAE 201
Ohne Titel, 1977-1978 – Courtesy Galerie Hubert Winter, Vienna © Estate Birgit Jürgenssen by SIAE 201

Il potere emancipatorio dell’arte

Sembra quasi un appuntamento imprescindibile: nell’epoca del ridisegno delle politiche femminili e della riconsiderazione del ruolo della donna nella società, il passato dell’artista austriaca torna per chiedere a gran voce di non banalizzare il tema.

E, soprattutto, per sottolineare la necessità emancipatoria che l’arte può veicolare per liberare la donna dai tabù sociali che è ancora costretta a subire.