La seconda regione che produce più agrumi a livello nazionale è la Calabria, con il 25% della superficie agrumicola totale italiana. Diversamente dalla Sicilia che nell’arancio trova la sua massima espressione, il fulcro degli agrumi calabresi è rappresentato da clementine, bergamotti e cedri. L’agrumicultura calabrese ha sicuramente una importante rilevanza economica ma assume anche una valenza paesaggistica, culturale e religiosa.

Coltivazione degli agrumi in Calabria

La coltivazione degli agrumi interessa le zone della costiera tirrenica e ionica. Nel reggino vengono coltivate diverse cultivar di clementine, bergamotto e arancio di cui è presente una cultivar tipica chiamata ‘Biondo tardivo di San Giuseppe’ che può conservarsi ottimamente sulla pianta fino al mese di giugno.

Nella zona catanzarese si è diffusa in maniera particolare la coltivazione delle clementine grazie alle condizioni climatiche peculiari del luogo che permettono la maturazione precoce già a partire da inizio ottobre. In questa zona si è sviluppata anche una fervente attività vivaistica mirata alla produzione di materiale di propagazione, diffusa a partire dagli anni ’50 grazie a vivaisti siciliani provenienti da aree in cui la coltivazione degli agrumi era consolidata e produttiva.

Cedri ed ebraismo

Tra gli agrumi calabresi sono i cedri quelli più particolari e quasi la totalità della produzione di cedri sia a livello nazionale che europeo proviene proprio dalla Calabria.

L’apprezzatissima varietà ‘Liscia di Diamante’ è coltivata nella zona di Diamante in provincia di Cosenza.

Questo frutto assume un significato particolare nella tradizione religiosa del popolo ebraico che ha dato al cedro una connotazione sacra.

Viene menzionato nella bibbia quando Dio parlò a Mosè indicando i cedri come “peri ‘etz hadar” cioè “frutti degli alberi più belli”. Il popolo ebraico ne era sicuramente entrato in contatto durante la loro permanenza in Egitto dato che probabilmente non era presente in Palestina. Perciò, questo albero si diffuse grazie al loro in tutto il mediterraneo seguendo le loro migrazioni.

Durante il Sukkoth o festa delle capanne, che celebra l’esodo verso la terra promessa. Il cedro insieme a palma, mirto e salice viene menzionato nella Torah diventando indispensabile per la celebrazione.

Ogni anno rabbini provenienti da tutto il mondo si recano sulla Riviera dei Cedri per seguire passo passo la coltivazione di questi agrumi. Selezionano i migliori che verranno poi usati durante la festa.

santa maria del cedro
Il cedro insieme a palma, mirto e salice sono indispensabili per le celebrazioni della festa delle capanne

Limone di Rocca Imperiale IGP

Il limone di Rocca Imperiale IGP è coltivato nel comune di Rocca Imperiale che si trova al confine tra Calabria e Basilicata. È diffuso in questa zona da oltre 500 anni ed è comunemente conosciuto con il nome di limone antico o nostrano. Si presenta con una forma allungata di medie dimensioni. La colorazione della buccia può variare dal verde chiaro al giallo e la polpa è praticamente priva di semi. Rispetto agli altri limoni è caratterizzato da una maggior quantità di succo anche il 60% superiore ed possibile ottenere un olio essenziale che presenta un profumo particolarmente intenso e persistente.

Bergamotto di Calabria – Olio essenziale DOP

Il bergamotto di Reggio Calabria è coltivato nella zona costiera tra il Mar Ionio e il Tirreno, in un’area delimitata tra Villa San Giovanni e Gioiosa Ionica che comprende numerosi comuni della provincia di Reggio Calabria. Questo agrume calabrese presenta una buccia gialla, liscia e sottile aderente alla polpa che ha un sapore acido e amarognolo. La raccolta è effettuata a mano nel momento in cui i frutti iniziano a virare dal verde al giallo. Ha una durata di diversi mesi partendo da novembre fino a marzo.

La coltivazione del bergamotto è legata, inoltre, alla produzione di olio essenziale che ha ottenuto la denominazione DOP. Viene usato in profumeria, in ambito farmaceutico ma anche nell’industria alimentaria e dolciaria.

bergamotto di calabria
Bergamotti

Clementine di Calabria IGP

Le clementine di Calabria IGP sono prodotte sulle aree costiere e pianeggianti di diversi comuni delle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia e Crotone.

Per garantire l’assenza di semi all’interno del frutto è necessario evitare l’impollinazione incrociata. Le piante di clementine vengono, quindi, distanziate accuratamente  da quelle di mandarino. Sono raccolte tra ottobre e febbraio e possono essere conservate in frigorifero per settimane mantenendo immutate le loro caratteristiche.

Le clementine sono consumate al naturale ma anche usate per la preparazione di liquori, sorbetti, sciroppi, marmellate e dolci a base di frutta. Sono molto apprezzate nell’industria cosmetica.

marmellata di clementine con buccia
Clementine

 

Di Maria Giulia Parrinelli