Vini italiani DOC: il Dolcetto

Dolcetto - bottiglie
bottiglie di Dolcetto

Dolcetto – il vino piemontese morbido e profumato

Il Dolcetto è uno dei vitigni più caratteristici del Piemonte e, in particolare, delle Langhe. Possiede diverse denominazioni DOC, tra le quali spiccano, per tradizione, quelle di Alba, Diano d’Alba e Dogliani – nell’albese – e di Acqui e Ovada, nell’alessandrino.

L’origine più accreditata per il suo nome è quella che fa riferimento alla concentrazione di zuccheri nelle sue uve mature (naturalmente dolci), sensazione rafforzata dall’acidità contenuta e dalla limitata presenza di tannino.

A dispetto dell’etimo, il vino è abbastanza asciutto e non è particolarmente portato all’invecchiamento; salvo eccezioni, viene consumato in tempi brevi, anche grazie al profumo e al sapore morbido e piacevole.

I primi riconoscimenti di Denominazione di Origine Controllata risalgono agli anni ’70.

Caratteristiche

Il Dolcetto veste un bel colore rosso rubino – a volte impreziosito da sfumature viola o porpora – e ha un aspetto consistente, fermo e scuro.

Produce stimolazioni olfattive intense, leggermente complesse, con note fruttate (ciliegie, fragole e frutti di bosco) e floreali (ricorda la rosa e la viola). Le poche varietà affinate nel legno offrono anche richiami di spezie.

All’assaggio, svela un sapore asciutto, morbido, né acido, né tannico, persistente e con una chiosa che ci parla di mandorle.

Servizio

La bottiglia di Dolcetto dovrebbe essere aperta almeno un’ora prima della degustazione e il vino andrebbe servito a una temperatura oscillante tra i 18 e i 20° Celsius.

Il bicchiere consigliato è quello classico da vino rosso – con dimensioni medie o grandi – pronto ad accogliere la luce e agevolare la diffusione del profumo.

Abbinamenti

La tradizione culinaria piemontese è sicuramente il miglior riferimento per gli accostamenti enogastronomici di questo prodotto.

Il Dolcetto si abbina bene agli antipasti a base di affettati, ai primi come gli agnolotti, le tagliatelle o le lasagne e ai secondi a base di carne (soprattutto i bolliti).

Si accosta con buoni risultati anche ai formaggi giovani, non troppo stagionati.

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