Villa Reale di Marlia, una storia che si lascia ricordare

Peschiera del Giardino dei Limoni alla Villa Reale di Marlia

Il primo moto di risentimento pubblico e timidamente iracondo lo ebbi credo intorno ai nove anni, quando a pugni stretti e irrigidita saltai come una molla dal banco alla letta di un passo del Carducci. Con le guance rosse come ciliegie e quegli occhiali neri e grevi che in un viaggio sempiterno scivolavano giù lungo il naso fino alla punta per poi ripetere il faticoso tragitto all’indietro spinti dall’indice nervoso, lottavo per difendere una giusta causa.

Pareva che al dio Clitumno non si addicessero “gli umili e molli salici piangenti, ma gli antichi e possenti alberi italici”. Gira ancora nelle mie orecchie come un criceto nella ruota la erre rollante della maestra Cinzia che con enfasi boriosa avvallava la teoria. Eppure d’estate in lucchesia i salici erano un respiro di famiglia, braccia e conforto, quando a gambe incrociate appoggiavo la schiena su quel tronco paterno, mentre le fronde sfrontate seguivano al vento la danza libera dei capelli. Parevano arrendersi, per poi d’improvviso tornare a sorprendere.

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Villa Reale di Marlia – Veduta del giardino dei limoni e dell’orologio dall’alto

Il giardiniere raccontava sempre di quanto fosse pianta femminile nell’umore, tanto volubile e intensa, accomodante e materna, innegabilmente splendida. Aveva bisogno di specchiarsi in un lago e di quell’acqua, per generare dentro di sé una linfa curativa capace di mandar via ogni dolore. Per potersi piegare, senza rompersi mai. Di certo niente a che vedere con il vigore dei cipressi che alti e schietti andavano sì in duplice filar, ma anche in difetto di poesia. Un’idiosincrasia con le radici e un’idea che difenderei ancora adesso, qui alla Villa Reale di Marlia, con una storia che si è lasciata ricordare. Incontro Michela Fovanna, gentile padrona di casa, che con l’emozione di chi accoglie nell’ambiente dove ha messo il cuore, disegna le parole con lo stesso colore dei fiori. 

Veduta prospettica dal Teatro di Verzura – Villa Reale di Marlia

Marlia per Elisa fu un vero e proprio vivaio: da Parigi fece arrivare glicine e mimosa, mentre da Napoli fiori di camelia e magnolia.

Com’è strutturato adesso questo percorso olfattivo?

Come due secoli fa, Lucca e Marlia rientrano in contatto grazie al comune denominatore delle piante. È così che il Parco della Villa Reale di Marlia si spoglia di tutte le questioni architettoniche per farsi conoscere nel suo profondo, mostrandosi attraverso l’olfatto in un susseguirsi di piacevoli scorci e inebrianti profumi. Il Percorso Olfattivo di Villa Reale è un’esperienza che permette di farsi trasportare nel tempo utilizzando il potere dei profumi. Si tratta di una visita inusuale, alla ricerca delle tracce di Elisa che aveva una grande passione per la botanica.

Villa Reale di Marlia – veduta dal teatro d’acqua

Qui il naso e la storia vanno a passeggio: lungo il percorso c’è la possibilità di scoprire sia la tipologia di piante che oggi in Toscana sembrano comuni ma che lo sono diventate grazie a Elisa Bonaparte, sia di capire nelle varie stagioni quali piante inebriano con il loro profumo, invece quali non profumano affatto e quelle che addirittura sono maleodoranti (ma solo un mese l’anno!). Ora sta ai visitatori capire quali siano: la mappa del parco fornita all’ingresso e un QR code guideranno infatti nella ricerca.  

Mentre le piante del giardino all’inglese?

Le piante del giardino all’inglese fanno parte del percorso olfattivo ed è proprio l’area sud del parco che è stata creata su volere di Elisa Bonaparte, e purtroppo è anche quella maggiormente colpita dalla tempesta del 2015. Oggi i nuovi proprietari si stanno impegnando moltissimo nella ripiantumazione delle specie stroncate dal meteo, per ripopolare la parte più romantica del parco. Fortunatamente, la zona nord di origine seicentesca, è rimasta intatta regalandoci ancora oggi uno spettacolo verde di oltre quattrocento anni.

Teatro d’acqua

Da una parte un’eredità culturale importante, quella di Anna Laetizia Pecci-Blunt, dall’altra la passione per il verde e la botanica:

quali sono gli apporti delle donne di Marlia?

Le due donne storicamente più importanti per la Villa Reale di Marlia sono senza dubbio Elisa Bonaparte e la contessa Mimì, le quali hanno saputo arricchire notevolmente l’impianto originario della proprietà sia dal punto di vista puramente estetico, intervenendo sui palazzi e sui giardini, sia dal punto di vista della cultura portando a Marlia i più grandi artisti del tempo come Paganini ad inizio Ottocento oppure Salvador Dalì, Ungaretti, Moravia nella prima metà del Novecento. Ancora oggi si possono ammirare gli scorci vissuti dai salotti culturali del tempo riportati a nuova vita e dal 2021 si potrà anche entrare nella Palazzina dell’Orologio per scoprire il personaggio di Mimì con le sue eclettiche collezioni, fruibili per la prima volta a tutti e non più appannaggio di pochi.

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Grotta di Pan – Villa Reale di Marlia

Alla Villa Reale di Marlia un dialogo costante tra natura, arte e musica.

A Villa Reale è tutto un susseguirsi di natura arte e musica, basti pensare ai 16 ettari di verde che sono armoniosamente progettati per creare scorci artistici di grande effetto accompagnati dall’irripetibile suono dell’acqua che accompagna il visitatore dal principio fino alla fine. Inoltre, entrando nel più antico teatro di verzura d’Europa sembra sia ancora possibile ascoltare il violino di Paganini che amava esibirsi privatamente per la Principessa di Lucca e per riconoscere il ruolo fondamentale della musica a Villa Reale, ogni anno ospitiamo i concerti di Lucca Classica Music Festival e di Virtuoso e Belcanto Festival.

Teatro di Verzura – Villa Reale di Marlia

E gli stili architettonici diversi, strutturalmente e temporalmente, trasmettono una dilatazione prospettiva decisamente ampia.

Si spazia in un ventaglio di più di 500 anni di storia anche se l’impronta più presente è sicuramente quella lasciataci dal ‘600 e dall’800, in perfetta armonia però con le aggiunte liberty degli anni ’20 che rendono il parco di Villa Reale così ricco di sfaccettature e di stili da poter racchiudere in unica proprietà secoli di storia, stili architettonici e paesaggi naturali memorabili.

Palazina dell’Orologio alla Villa Reale di Marlia

Come vi siete mossi con le opere di restauro della Villa Reale di Marlia?

A cominciare dal 2015 abbiamo iniziato operazioni di restauro e ristrutturazione di enorme portata, che hanno coinvolto la Villa Reale, gli altri complessi architettonici e l’intero Parco di 16 ettari. La ristrutturazione si fregia di interventi di eccellenza nella cura minuziosa dei dettagli e dell’uso delle più avanzate tecnologie, affiancate e valorizzate dalle competenze di lunga tradizione degli artigiani toscani, e procede ampliandosi di anno in anno a tempo di record. 

Terrazza di Villa Reale con veduta sul Teatro d’acqua

Il restauro degli interni, in particolare, ha coinvolto i massimi esperti sul territorio nelle diverse lavorazioni dei preziosi marmi di Carrara. Dai mobili agli arredi lignei, dai dipinti e  affreschi, fino ai pavimenti: un’opera multidisciplinare che valorizza l’eleganza che si respira in ogni angolo. Sempre nel rispetto degli originali e in collaborazione con la Soprintendenza di Lucca.

Giardino Spagnolo

Il coordinamento storico-scientifico per l’allestimento del museo e i testi per l’audioguida sono stati a cura dell’Associazione Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana. Parallelamente, i proprietari si sono occupati di risanare e di presentare al pubblico in condizioni di eccellenza i 16 ettari di parco monumentale che circonda la Villa e la connota in modo inconfondibile. Prendendosi cura dei vari giardini e aggiungendo, al già rispettoso progetto idrico, un sistema che permette il ripompaggio dell’acqua. Dal lago al Teatro d’acqua per non sprecarne mai e per permettere al parco di essere rigoglioso 12 mesi all’anno, anche in estate.

Interno Grotta di Pan – Foto di Vincenzo Tambasco

Avete in mente delle attività particolari per coinvolgere il territorio?

Il nostro obiettivo è quello di far rinascere Villa Reale. Soprattutto farla diventare un luogo di ritrovo, di cultura e di relax a 360° – non appena sarà possibile in totale sicurezza. Per questo organizziamo durante l’anno diversi eventi. Tra questi il festival artistico le Rinascenze, dove proprio gli artisti locali possono mettere in mostra la loro arte in una due giorni solitamente a fine maggio ed ora spostata eccezionalmente a giugno.

Particolare statua in marmo di Carrara_Villa Reale di Marlia- Foto di pgmedia.it

Siamo felicissimi di aver potuto inaugurare l’apertura notturna del parco. Con la versione “by night” che non vediamo l’ora di riproporre anche quest’anno per la notte di San Lorenzo. Durante l’apertura, non mancano le occasioni per coinvolgere altri attori locali come i già citati Lucca Classica e Virtuoso e Belcanto Festival. In estate invece aspettiamo i pic-nic al tramonto stellati e gli “Aperò”, serate a tema musicale. Per tutte le date e i programmi aggiorneremo tempestivamente i social e il sito non appena ci saranno info più precise.

Piscina

La Villa Reale di Marlia è stato riferimento importante per il mondo della cultura, sono diversi i nomi celebri passati di qui.

Dalla fine degli anni ’20 del secolo scorso Villa Reale diventò un magnete. Un polo d’attrazione per moltissimi personaggi famosi grazie alla contessa Mimì che era solita invitarli per dei weekend culturali o di piacere. Tra i tantissimi, possiamo ricordare Lady Margaret e la Regina Madre, Jackie Kennedy oppure artisti e letterati come Moravia e Ungaretti. Domenica 6 giugno 2021 sarà possibile “incontrarli” grazie ad una rievocazione storica molto particolare un incontro in giardino dal sapore dei primi anni del ‘900. 

Villa Reale di Marlia

Grazie a Michela Fovanna, Responsabile Marketing e Comunicazione della Villa Reale di Marlia. 

Testo di Ginevra Barbetti 
Foto di pgmedia.it