OLTRE LA SIEPE

A CURA DI MARCO BAY
 

Le regole auree della
vasca per nuotare

La piscina o meglio la vasca per nuotare è una delle architetture più ambite in giardino, la più difficile da progettare per geometria, proporzioni, contestualizzazione e nel trovare il giusto colore dell’acqua. Alcune regole da rispettare: la più importante riguarda in primis l’acqua, che deve sempre, sempre e sempre ricordare il colore della natura del luogo. Osservare quindi l’acqua di un canale, di uno stagno, di un lago alpino, di una grotta, di una spiaggia di pietra lavica… La vasca per nuotare deve essere preferibilmente di forma regolare e allungata. Le pavimentazioni all’intorno si devono limitare preferibilmente a un solo lato, in modo da facilitarne l’inserimento nel paesaggio. Tra le tante possibilità, le biopiscine, considerate come naturali perché costruite tra l’altro con bordi di sassi e sassolini ‘ossigenanti’, non mi convincono per niente. Importanti spunti per ricordare come in giardino l’acqua si conteneva, si muoveva e si giocava sono:

“…il fontone agricolo per la riserva dell’acqua, la gora del mulino, e la fontana barocca…“ in Superbi, preziosi, inaspettati, magnifici giardini di Oliva di Collobiano.

Sempre Oliva, nel Manuale semplice per la costruzione del giardino, insegna secondo la maniera italiana il tema dello specchio d’acqua in giardino: è un libro culto che merita una ristampa! Per Ippolito Pizzetti deve essere ‘discreta, nascosta e non ostentata’, perché per il mitico ‘pollice verde’, la piscina non è che ‘una vasca da bagno magnificata’. Pietro Porcinai maestro indiscusso per la sua grande capacità di immergersi anche in acque nere, come a villa Doney, dove ha anticipato di mezzo secolo la moda del fondo scuro impiegando un magnifico mosaico di lavagna; maestro tanto da permettersi anche di costruire la vasca per nuotare proprio di fronte alla casa come a villa Palmieri, mitigandola con elegantissime vasche rigogliose di papiri e fiori di loto. Il fotografo Hiroshi Sugimoto si reinventa oggi come architetto, alla Biennale di Architettura di Venezia, con uno straordinario esempio di vasca d’acqua quale luogo ideale di silenzio e meditazione ai margini del caos.
E come si illumina la vasca per nuotare? Con una lanterna di vetro blu sommersa, come ha pensato Piero Portaluppi in una sua realizzazione milanese. Oppure, ancora da sperimentare, con una sottile luce continua lungo il bordo della vasca, nell’acqua.