Rain Gardens, per gestire allagamenti e inquinamento

Un Rain Garden in fase di installazione nel 2014 presso il Palmer Senior Center nell'Alaska centromeridionale

I Rain Gardens sono giardini progettati allo scopo di aiutare a ridurre la quantità di acqua derivante le precipitazioni ma anche per contrastare l’inquinamento delle acque piovane.

Cosa sono

Il Rain Garden più semplice è composto da una zona depressa poco profonda con un terreno particolarmente assorbente dove sono state piantate specie in grado di resistere ad allagamenti temporanei. Di fatto i Rain Gardens vanno ad imitare il comportamento naturale del terreno in presenza di piante, esse vanno ad assorbire l’acqua in eccesso diminuendo il defluire dell’acqua piovana.

Quando nascono

Questa tipologia di giardino è stata sviluppati per la prima volta negli Stati Uniti negli anni ’90 dove è diventata piuttosto popolare. Anche il Regno Unito ha guardato interesse i Rain Gardens incoraggiandone l’uso soprattutto in aree urbane.

Ad oggi questi tipi di giardini sono molto diffusi ed utilizzati in USA, nel Regno Unito ma anche in Australia ed in Cina che prevedere di attuare un programma di Sponge city per cercare di mitigare le frequenti inondazioni che affliggono molte zone.

I Rain Gardens fanno parte delle azione di Low Impact Development – ©Sac State (Flickr CC BY-NC 2.0)

Cosa fanno

La cementificazione di vaste zone non permette all’acqua piovana di essere assorbita nel terreno e spesso, se i temporali sono particolarmente intensi, non riesce ad essere convogliata normalmente verso i drenaggi causando allagamenti localizzati. Il problema delle precipitazioni intense sarà sempre maggiore con il passare del tempo a causa dei cambiamenti climatici. Le zone verdi con presenza di vegetazione, invece, permettono all’acqua di penetrare lentamente.

In aggiunta, spesso, il defluire dell’acqua va a lavare ed a portare con sé inquinanti nelle falde e verso i corsi d’acqua danneggiando la flora e la fauna che lo abita.

Un modo efficace per affrontare tutti questi problemi è aumentare la quantità di spazi verdi sia come parchi e giardini ma anche tetti verdi e alberature stradali. Scegliendo le specie adatte a comporre i Rain Gardens sarà possibile aiutare lo spazio verde a gestire più efficacemente le precipitazioni, ma anche a filtrare e pulire le acque di dilavamento. Se poi sono combinati con sistemi di raccolta delle precipitazioni possono ridurre gli effetti della siccità e aiutano i giardini a prosperare.

Bioritenzione

Con i Rain Gardens è possibile diminuire gli inquinanti che finiscono nella falda sfruttando la bioritenzione. La bioritenzione è il processo in cui i contaminanti vengono rimossi dal deflusso delle acque piovane utilizzando le proprietà chimiche, biologiche e fisiche di suoli, microrganismi e piante.

Azione ecologica

Ovviamente questi tipi di giardini possono essere piantati anche per attrarre la fauna selvatica e possono anche andare a sostituire zone a prato riducendo notevolmente i costi di manutenzione.

Progettare Rain Gardens

Un giardino di questo tipo richiede un’area in cui l’acqua possa raccogliersi e infiltrarsi permettendo alle piante assorbire correttamente ed alle comunità di microrganismi di prosperare. Per progettare Rain Gardens è quindi importante valutare le caratteristiche del sito così da catturare e trattenere l’acqua in modo efficace.

Il primo passo è valutare le misure del giardino mappando il sito, includendo tutte le strutture ed indicando dove scorre l’acqua dopo che la pioggia cade. È importante capire tutte le pendenze ed i punti più bassi e decidere quali superfici impermeabili voler gestire con questo tipo di giardino.

I Rain Gardens sono adatti per proprietà private ma anche lungo viali e strade. Meglio non collocarli vicino ad edifici dato che potrebbero portare a problemi di infiltrazione danneggiando le fondamenta.

Per far sì che i Rain Gardens si asciughino completamente è meglio non progettarli in una zona ombreggiata ma in pieno sole, lontano dall’ombra di alberi o peggio ancora di edifici.

Rain Garden all’ U.S. Naval Academy in Annapolis (Maryland) – ©Chesapeake Bay Program (Flickr CC BY-NC 2.0)

Vegetazione

Altro fattore importante è la scelta della vegetazione. È preferibile scegliere specie autoctone non invasive e a bassa manutenzione. Le piante dovranno contenere i possibili allagamenti e allo stesso tempo eliminare alcuni inquinanti trasportati dall’acqua piovana. Dovranno saper tollerare l’umidità ma anche resistere a periodi di siccità.

È buona norma, prima della scelta di analizzare il terreno dato che a seconda del tipo dovranno essere preferite certe piante rispetto ad altre.

Tipiche piante per Rain Gardens sono le erbacee perenni e le graminacee, scelte per la loro struttura porosa delle radici e l’alto tasso di crescita. Anche alcuni alberi e arbusti possono anche essere piantati per coprire aree più grandi del sito.

Zone di umidità

I Rain Gardens possono essere suddivisi in tre zone, in base alle condizioni di umidità. La parte centrale e perciò più profonda sarà la zona umida, a seguire ci sarà una zona con umidità moderata e per finire la zona secca. La scelta della pianta dipenderà, perciò, dalla zona in cui dovrà stare.

Anche il tipo di terreno influisce sulle piante e sulle dimensioni delle diverse zone di umidità. Per esempio, i Rain Gardens costruiti in terreni ad alto contenuto di argilla e perciò a lento drenaggio dovrebbero avere piante che tollerano molto di più l’umidità e che non soffrano di marciumi radicali. Al contrario in terreni sabbiosi caratterizzati perciò da un rapido drenaggio dovranno presentare specie che tollerano anche la siccità.

Molte specie di iris sono perfette per i Rain Gardens dato che crescono meglio con terreni umidi ma riescono a tollerare condizione asciutte soprattutto al di fuori del periodo di crescita

Maria Giulia Parrinelli

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