IL SOGNO DI CLARICE

TESTO DI MARGHERITA DALLAI / FOTO ALESSANDRO BELGIOJOSO

Nell’appennino tra Romagna e Toscana Clarice Pecori Giraldi ha restaurato con il marito un bel casale di pietra immerso nella natura incontaminata

Aria buona, silenzio e pace assoluta. E la bellezza di essere fuori dai circuiti turistici troppo noti e affollati per poter godere in pieno della bellezza della natura. Queste alcune delle ragioni che hanno convinto Clarice Pecori Giraldi a restaurare Forra di Sopra, così si chiama il casale, e a farne il suo buen retiro sull’Appennino tosco-romagnolo. “Abbiamo scoperto questa zona perché mio marito ha una riserva di caccia nelle vicinanze. La natura è incontaminata e conserva una sua segretezza che ha affascinato entrambi”, racconta. “Sulle mappe la casa esisteva già dal 1800. Quando l’abbiamo comprata, nel 2005, era un rudere disabitato da circa 40 anni, con i muri di pietra senza intonaco, tipici dell’Appennino”. I lavori di ripristino sono partiti subito.
Il casale contadino era suddiviso secondo la tradizione: al piano terreno stalla e ovile, al piano superiore l’abitazione della famiglia. “Volevamo conservare l’anima della casa, e recuperare, il più possibile, i materiali originali. Con l’aiuto di Paolo Fiumi, architetto e amico, e di un’impresa edile locale abbiamo salvato tre lati su quattro del perimetro dell’edificio; per ripristinare il muro abbattuto sono state utilizzando le stesse pietre”. Le travi di castagno sono state sostituite mentre le tavelle del soffitto del primo piano, colorate gentilmente di azzurro, rosa e beige, sono state sabbiate e riposizionate. Gli interni sono stati curati da Clarice e dal marito, Massimo Orsi. I mobili, quasi tutti provenienti dalle rispettive case di famiglia, sono stati disposti secondo una precisa strategia. Nelle zone living dove si sta insieme e si riceve prevale un arredo caldo e vissuto, mentre nelle stanze da letto la disposizione dei mobili è sobria, per favorire la quiete.
La personalità dei proprietari trapela dai dettagli. I dipinti raccontano la passione del padrone di casa per gli ungulati; cinghiali, mufloni, cervi sono i soggetti appesi alle pareti. Forra di Sopra non è più un rudere ma una casa di famiglia accogliente e comoda che soddisfa i bisogni di indipendenza di tutti, figli e ospiti di passaggio inclusi. D’estate quando tutta la famiglia si riunisce, la casa si anima.
Nella bella stagione la piscina e gli esterni sono molto apprezzati; il giardino, in divenire, è stato pensato e realizzato da Clarice ed Emanuela Borio, architetto paesaggista che ha collaborato con Gilles Clement, secondo criteri ecologici e funzionali.

ANTENNE

Fascino romagnolo

Il panorama che si gode da Forra di Sopra è una delle meraviglie del luogo. La vista si apre sul paesaggio dell’Appennino, ricco di boschi e animali. “La natura incontaminata, l’aria pulita rende questo luogo molto piacevole. La sera, al tramonto, si vedono arrivare i caprioli a mangiare l’erba medica”, spiega Clarice. “La casa è in mezzo al niente, circondata da boschi, ma è facile da raggiungere. Dista meno di un’ora da Forlì, dove c’è una stazione dei treni ben servita, da dove è facile spostarsi sia in direzione nord sia verso sud. La Romagna, come la sua gente, è una terra piacevole e accogliente”.

Un giardino ecologico

Semplice, con piante autoctone e resistenti, il giardino di Forra da Sopra è stato curato da Clarice Pecori Giraldi ed Emanuela Borio, architetto paesaggista ([email protected]). “È ancora molto giovane, ma promette bene”, dice Clarice. Le due signore hanno optato per un giardino autosufficiente, che non avesse bisogno di essere irrigato e, di conseguenza, hanno scelto le piante che provengono tutte dal Vivaio di Cascina Bollate (cascinabollate.it).

Amore per l’arte

Clarice Pecori Giraldi è fiorentina, ha un marito, che si occupa di caccia e di fucili da caccia, e due figli: Filippo esperto di gioielli e Giulia, brava pasticcera. Appassionata d’arte, fino allo scorso agosto è stata amministratore delegato di Christie’s Italia. A settembre si è trasferita a Londra dove ricopre la carica di direttore europeo per le trattative private, sempre per la medesima casa d’aste. Racconta Clarice: “Forra di Sopra è il punto d’incontro, sia per me, sia per Massimo. Lì troviamo i nostri cani, una qualità di vita molto alta con cibo squisito e persone gradevoli. E, a un’ora di distanza, la biblioteca malatestiana di Cesena voluta da Novello Malatesta, capolavoro assoluto”.