I nati dal fuoco di Andrea Mati 

 

Grandi gruppi di piante, complessi vegetali, tunnel e anfiteatri verdi si propagano per l’intera estensione dei giardini. Serpeggiano accanto all’ospite, accompagnandolo verso la sua primavera.

I giardini terapeutici sono espressione del sogno di Andrea Mati, architetto paesaggista, impegnato fin da giovanissimo in di aiuto e sostegno legate all’ente Caritas, nei duri anni della battaglia contro l’AIDS. In seguito esperienze analoghe, quali gli anni trascorsi nella realizzazione e nella cura dei giardini di San Patrigniano, portano Andrea alla concretizzazione della sua volontà. Nel 1999 fonda la Giardineria Italiana, esercizio lavorativo professionale, anch’essa vota ad azioni di volontariato. Sting, Mogol, Armani, Ferragamo, Dolce e Gabbana e Virna Lisi sono parte della sua clientela, oggi tra le molte attività cura Peggy Guggenheim Museum di Venezia e la sede di Parigi Abercrombie & Fitch. Inaugura i Giardini Terapeutici nel 2008, in collaborazione con la cooperativa Puccini Conversini, un’idea nata tra solide basi scientifiche e una profonda competenza nella progettazione del verde.

 

“Ho sempre pensato che l’unico modo efficace per favorire il reinserimento di persone con difficoltà di vario genere (ad esempio problemi di dipendenze, malattie, problemi fisici), è quello di valorizzarle attraverso il lavoro.”

Valorizzazione e ricrescita sono i fertilizzanti di questo regno rigoglioso, districato in percorsi emotivo-sensoriali a seconda di ogni patologia. Triangoli verdi custoditi da trecce di frasche, una giungla all’italiana, pronta ad accogliere ragazzi autistici, dai forti problemi di comunicazione, che arrivano a distendersi e accarezzare il manto erboso. Spazi aperti per ragazzi down, estroversi per natura, impegnati nella realizzazione di un’aiuola condivisa, dove ciascuno si occupa della propria pianta accanto agli altri. Le menti obliavate dei malati di Alzheimer abbracciano il percorso Wandering, un viaggio attraverso aromi, suoni, colori accesi e sensazioni del passato.

Ciascun paziente è seguito da operatori e specialisti, con l’obbiettivo della riduzione dei farmaci mediante la cura dell’ambiente, stimolare i sensi, aumentare il senso di responsabilità e la presa coscienza delle proprie facoltà.  

“La disconnessione dall’ambiente naturale, nel quale ci siamo evoluti, produce sintomi negativi come ansia, frustrazione e depressione.”

Eccezionale è il giardino dedicato a dipendenze da alcol, droghe e gioco. Una comunità, quattro ettari, l’ultima chance dei nati dal fuoco. Persone e piante germogliano insieme: “curare una pianta e curare una persona”. Frutteti, labirinti, giardini geometrici composti da piante di scarto, poi recuperate in un processo di rivalorizzazione e rinascita. L’allegoria è voluta e necessaria data la rapida percezione della flora agli stimoli e il conseguente innescarsi di feedback positivi. Dalla violenta spirale della dipendenza al desiderio di una vita migliore, dal sentirsi nulla al desiderare tutto. É l’ambiente naturale, che apporta benefici a salute e umore, regalando soddisfazioni tangibili nel soggetto e gettando le basi per la sua autostima.

Parliamo di giardini interattivi, ad alta manutenzione, in grado di catturare e distrarre, dove a seconda delle problematiche cliniche sono predisposte diversi tipi di interazione e attività. Belli quanto speciali, in grado di creare nuovi posti di lavoro e autosostenersi. Oasi catartiche, percorsi di serena espiazione e resurrezione, che negli anni hanno regalato ad Andrea conferme e soddisfazioni inaspettate, 

“Il giardinaggio è un’attività educativa a tutti gli effetti, promuovendo la diffusione delle buone pratiche per un corretto stile di vita.”