Heroes. Bowie by Sukita: il glam rock nella lente giapponese

Bowie con Sukita © Photo by Sukita 2019
Un sodalizio durato più di 40 anni: Bowie con Sukita © Photo by Sukita 2019

Heroes. Bowie by Sukita: l’estro del Duca Bianco in mostra a Firenze

Si potrebbe citarla a memoria, la copertina di Heroes (1977), capolavoro assoluto di David Bowie: posa da burattino, una mano sul collo, lo sguardo alieno assorbito da un bianco e nero di rara intensità. A firmarne la fotografia è il giapponese Masayoshi Sukita, fotografo appassionato di cinema e rock, che conobbe il Duca Bianco a Londra nei primi Anni Settanta e si lasciò sedurre istantaneamente dal suo carisma:

“Vedere Bowie sul palco mi fece intuire il suo genio creativo: era differente dagli altri e capii che dovevo fotografarlo.”

Questo imprevisto sodalizio umano e professionale dura 40 anni e produce immagini eccezionali, ora esposti a Firenze nella mostra antologica Heroes. Bowie by Sukita.

Just for one day, 1977 © Photo by Sukita 2019
Just for one day, 1977 © Photo by Sukita 2019

L’eredità creativa di Bowie in una sede d’eccezione

Sono 90 gli scatti di grande formato, alcuni inediti in Italia, esposti a Palazzo Medici Riccardi fino al 28 Giugno: costruiscono con sapienza il ritratto del Duca Bianco, irraggiungibile icona della cultura pop. È questo l’omaggio di Firenze al divo del glam rock: infatti l’apertura eccezionale del Palazzo, dimora quattrocentesca della Famiglia Medici, restituisce gli antichi fasti di uno dei luoghi più affascinanti della città.

A Day In Kyoto 2, 1980 © Photo by Sukita 2019
A Day In Kyoto 2, 1980 © Photo by Sukita 2019

E proprio per questo dialoga con la mostra, che nelle sale del piano terra ospita le fotografie tratte dall’archivio dell’artista giapponese, alla ricerca di una chiave d’accesso nel genio di uno dei più rivoluzionari artisti del XX secolo. Tra gli scatti iconici della mostra c’è, per l’appunto, la copertina di Heroes, scattata in occasione della promozione dell’album The Idiot di Iggy Pop, prodotta dal Duca Bianco. E poi foto private, come quelle del viaggio a Kyoto del 1980, alternate a shooting in studio. Nonostante la natura diversa, tutti gli scatti non dissimulano l’intento più alto: quello di mostrare la natura più intima di David Bowie.

“ErA il 1972 QUANDO COMINCIAI. E STo ANCORA CERCANDO DAVID BOWIE ANCHE ADESSO.

Watch That Man III ©Photo by Sukita 2019
Watch That Man III ©Photo by Sukita 2019

Sono stati inoltre pianificati diversi eventi collaterali nel segno di Bowie. Se Le Nozze di Figaro coordinerà una scaletta di concerti acustici nel cortile del palazzo da un parte, dall’altra i fan potranno trovare al bookshop della mostra una vasta scelta di libri a lui dedicati, oltre naturalmente al catalogo della mostra edito da OEO Firenze.