Omaggio a Gio Ponti

Gio Ponti e Olivari,
l’omaggio di Antonio Olivari 

L’approccio di Gio Ponti al design è totalizzante e completo: dal cucchiaio al grattacielo, per citare Ernesto Nathan Rogers. E infatti la cura progettuale e l’eleganza razionale di Gio Ponti si sono espresse, ininterrottamente, dal piccolo dettaglio di interior design alle grandi architetture. Come dimostrano le celebri maniglie, tuttora in produzione, disegnate per Olivari alla fine degli anni 50. 

Lama, Cono e Anello

Maniglia Lama, Gio Ponti per Olivari

La maniglia Lama, dalla forma slanciata ed essenziale, entrò in produzione nel 1956 ed è ancora a catalogo. Un segno inequivocabile della sua straordinaria modernità. Per Olivari Gio Ponti progettò anche i modelli Cono e Anello. Una semplice fascia lineare di ottone, quest’ultima, avvolta attorno intorno a un cilindro, che esprime al meglio l’idea di leggerezza. Un valore primario da realizzare attraverso la riduzione al minimo dei volumi e la concentrazione sulle superfici. Ponti pensava appunto che “non è la maniglia che deve adattarsi all’uso (l’impugnatura, la forza esercitata sulla leva) prendendo forme più o meno ergonomiche. È la mano stessa, per le sue virtù naturali, che può adattarsi a una forma prestabilita, ”chiusa”, perfetta proprio perché opportunamente studiata.”

Maniglia Anello, Gio Ponti per Olivari

Antonio Olivari racconta Gio Ponti

Come ricorda Antonio Olivari, Presidente dell’azienda, “Gio Ponti è una figura importante per Olivari. Produrre forme eleganti e funzionali capaci di durare ed essere sempre contemporanee, e realizzare oggetti senza tempo, è la lezione che abbiamo imparato dalla collaborazione con maestri come Gio Ponti. Ci tengo a mostrare l’impegno e la grande generosità che Gio Ponti metteva nel progetto di una maniglia. Gli stessi sentimenti che animavano il suo impegno verso il progetto d’architettura. Perché in fondo nel gesto di aprire una porta e accedere a un nuovo spazio si racchiude il momento dell’incontro con l’architettura. Esiste uno schizzo significativo in questo senso in cui Ponti indica i due estremi nella possibilità di progetto di una maniglia. Un approccio organico e l’altro geometrico. Da questo secondo, che lo spinge nella direzione di disegnare “forme lineari e coordinate” alla ricerca di un’armonia d’insieme rispettosa dell’ambiente e della sua “chiarezza logica”, si genera il disegno della Lama. ci intengo infine a sottolineare che la nostra famiglia ha da sempre una grande ammirazione per Gio Ponti. Mio padre Ernesto ritornava dagli incontri con l’architetto con un bagaglio di nuove suggestioni e stimoli per il futuro. Incontrare l’architetto Ponti era come entrare in contatto con le istanze più urgenti della modernità.