Fiori autunnali e invernali – il Giacinto

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Giacinto – una finestra invernale sulla primavera

Il Giacinto è una pianta bulbosa, fiorita e dotata di ottime qualità ornamentali, per i suoi colori e il profilo elegante delle corolle; ha origini in Asia minore e nell’area Mediterranea.

Botanicamente imparentata con il Giglio, appartiane alla famiglia delle Liliacee e ha steli che crescono sino ad altezze comprese tra i 15 e i 40 centimetri.

Pare che il suo nome latino – hyacinthus – derivi da un mix di termini greci e balcanici, indicante una “pianta color porpora“.

Nel linguaggio simbolico dei fiori, è uno degli esemplari caratterizzato da significati diversi in funzione del colore. Il rosso rappresenterebbe la sofferenza, il giallo la gelosia, il blu la perseveranza e il rosa il divertimento.

Fiorisce spontaneamente in primavera, ma, come vedremo, esistono tecniche colturali in grado di innescare anticipazioni invernali.

Caratteristiche

Il Giacinto nasce da un bulbo compatto – praticamente sferico – e le sue foglie sono lisce, carnose, allungate e tinte di un verde scuro che si fa luminoso con la crescita.

I fiori sono piccoli e tubolari e si svelano in forma di stella; possono vestire colori molto diversi – sempre con toni intensi – che vanno dal bianco al blu, passando per l’arancio, il rosa, il rosso e il porpora.

Le infiorescenze diffondono un profumo molto piacevole, in grado di attrarre le api alla ricerca del polline.

Fiorisce, normalmente, nel mese di marzo, ma i suoi bulbi, piantati tra ottobre e novembre, possono germogliare anche in inverno, purché collocati in piccoli vasi di terracotta, con terriccio morbido e umido.

Trasferendo i vasi al coperto – alla comparsa dei germogli – si assisterà, in breve, alla nascita dei fiori. È possibile ottenere i germogli anche con l’idrocoltura, in acqua demineralizzata.

Collocazione e cure

Il Giacinto predilige i luoghi luminosi ma non ama l’esposizione diretta; sarà bene optare per collocazioni alla mezz’ombra.

Il suo habitat naturale è un composto di terra fertile, dal pH alcalino o neutro e ben drenata (con aggiunte di torba o di sabbia), per evitare i ristagni.

Necessita di annaffiature frequenti e regolari e il suo sviluppo può essere coadiuvato dal conferimento periodico di concime per piante fiorite, a lento rilascio.

Non occorrono particolari potature e sarà sufficiente eliminare i fiori secchi o avvizziti (caratteristica comune a tutte le piante bulbose).

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