Ficus Magnolioides e le sue caratteristiche

Il Ficus Macrophylla raggiunse le nostre coste agli albori del XIX secolo e prese un posto di spicco nell’Orto Botanico di Palermo.Qui, agli inizi del ‘900 il direttore dell’Orto Botanico Antonio Borzì, analizzò le caratteristiche della pianta, giungendo a darle il nome di Ficus Magnolioiodes, per la somiglianza della pianta e in particolare delle sue foglie con quelle della magnolia.

Ficus Magnolioides

Dalle coste del Queensland, ribattezzata anche Moreton Bay fig per il suo luogo di origine è una pianta sempreverde. Ha trovato il suo habitat ideale nel nostro paese e a partire dall’800 ha trovato dimora in diverse parti d’Italia, prediligendo i luoghi che si affacciano sul mare. Oltre alla Sicilia e l’Orto Botanico di Palermo, si possono attualmente ammirare dei maestosi esemplari anche in Sardegna e in Liguria. Il Ficus Macrophylla è un tipo di pianta che si sviluppa enormemente in altezza arrivando fino a 60 m, con un’ampia chioma densa di spesse foglie e caratterizzata da radici aeree pendule. Il suo nome, Ficus Magnolioides, che lo pone a metà strada tra un fico e una magnolia, viene dai suoi frutti e dalle sue foglie. Queste sono molto simili a quelli di una Magnolia Grandiflora. Con un fogliame verde scuro, lucido sulla parte superiore e di un colore più sabbioso, tendente al marrone nella parte inferiore.

Le foglie sono spesse e sono di grandi dimensioni, fino anche a 30 cm. Del fico spiccano i frutti, piccoli e allungati di colore violaceo. Non sorprende che Antonio Borzì gli abbia dato quel nome, data la netta somiglianza con le foglie della magnolia.
La caratteristica principale di questo albero è il tronco intorno al quale le radici, che cascano dall’alto e che fungono da superfici di assorbimento addizionale per la pianta, si irrigidiscono una volta che giungono al contatto con il suolo diventando tronco al loro volta. Tutto intorno le altre radici, quelle ancora fibrose ancora fibrose, cadono dai rami a mo’ di come fossero liane.
Il Ficus Magnolioides date le dimensioni e le particolarità delle radici che lo rendono un esemplare quasi unico al mondo. è di facile riconoscimento. Proprio questa particolare conformazione delle radici pendule aeree, questa pianta spesso è ritenuta un tipo di pianta detta epitifita, che cresce su un altro vegetale, senza esserne parassita.
Sempre per questa sua caratteristica il Ficus prende il nome di  “strangolatore”: la conformazione della pianta sarebbe una spia del fatto che essa cresce e si nutre di altri. vegetali.

La coltivazione 

Le considerevoli dimensioni sono il maggiore ostacolo alla coltivazione in vaso del Ficus Magnolioides. Sebbene sia la pratica sia sempre più diffusa nel sud Italia, luogo che si è dimostrato ideale per la crescita di questa specie. In questo caso, grande attenzione deve essere posta alla manutenzione e alla potatura della pianta , per cercare di contenerne le dimensioni. La sua coltivazione ideale è all’aperto dove sono necessarie delle accortezze per quanto riguarda la gestione dello spazio e la qualità del terreno. occorre prestare attenzione e piantare il Ficus a una distanza di sicurezza dagli edifici, dato che può raggiungere un’estensione di chioma di 40 m in larghezza. Altro aspetto da considerare, per un naturale sviluppo della pianta, è il suo habitat naturale. Richiede clima umido come nelle foreste pluviali. Per questo motivo, se si nota una certa difficoltà nella crescita, è consigliabile rendere il terreno più permeabile e meno compatto, magari aggiungendo della sabbia.

Maria Teresa Bartalena