Orto Botanico di Palermo

Pigna del Gymnasium - illustrazione di Francesca Starrabba

Fiori, verdure, piante medicinali e alberi sensazionali: sono questi i protagonisti che riempiono il cuore verde della città di Palermo con l’Orto botanico. Un po’ di tropici, da più di due secoli, nel cuore della Sicilia. Luogo dove sono raccolte specie tropicali che studiosi, naturisti, biologi e viaggiatori, nel corso del tempo, sono venuti a cercare nell’Orto botanico di Palermo. Istituzione del Centro Servizi del Sistema Museale dell’Università di Palermo.
Fu ideato per scopi scientifici e didattici, oggi il più ricco d’Italia. L’Orto botanico di Palermo  rientra fra i primi d’Europa con le sue oltre 12000 esemplari di piante. Un vero e proprio museo vivente da oltre 220 anni.

Storia dell’Orto botanico

Nel 1779 l’Accademia dei Regi Studi istituì la “Cattedra Botanica e Materia medica” alla quale decise di destinare un appezzamento di terreno per poter creare un’orto botanico ove coltivare le piante medicinali. Questo doveva avere uno scopo didattico e a favore della salute pubblica. Ben presto le specie coltivate al suo interno cominciarono ad aumentare e le sue dimensioni risultarono insufficienti. Per questo motivo, nel 1786, l’Orto botanico cambiò collocazione: il Piano dei Sant’Erasmo (sede dei roghi della Santa Inquisizione) dove ancora oggi risiede.
L’Orto botanico nel 1789 iniziò a prendere sempre più vita. Al suo interno furono edificati gli edifici principali: Il Gymnasium corpo centrale, Il Tepidarium e il Calidarium come corpi laterali.

Orto Botanico di Palermo. Gymnasium – illustrazione a cura di Francesca Starrabba

Lo stile scelto fu il neoclassico. L’architetto che fece il progetto fu il francese Leòn Dufourny che, all’interno dell’Orto botanico, si occupò anche della parte più antica: Sistema linneo.
Bernardo da Ucria, insigne botanico,  fu il padre francescano che diresse i lavori e fece disporre le specie secondo la tassonomia linneana ideata dallo stesso Carl von Linnè.
Nel 1795 l’Orto botanico, con suoi 12 mila metri quadrati, fu inaugurato da Giuseppe Tineo, allora direttore. Successivamente, tra le specie presenti nell’Orto botanico, arrivarono anche alcune specie di piante acquatiche.  Fu così che Filippo Lopez y Royo, arcivescovo di Palermo dell’epoca, fece dono di una grande vasca d’acqua divisa in scomparti con diverse profondità: l’Acquarium.

Struttura dell’Orto Botanico

All’interno dell’Orto botanico sono presenti molte serre, tra cui la più importante la Serra Maria Carolina, detta anche Giardino d’Inverno, donata dalla regina Maria Carolina d’Austria e realizzata in ghisa all’architetto Carlo Giachery. Questa serra, situata all’interno dell’Orto botanico, ospita numerose specie che provengono da Africa, Asia, Australia, sud America come la pianta del caffè e la papaia,
Il simbolo dell’Orto botanico è il Ficus magnolioides importato nel 1845 dall’Australia dalle Isole Norfolk.

All’ombra del Ficus magnolioides – illustrazione a cura di Francesca Starrabba

Orto botanico destinazione

Nel corso dei suoi quarantaquattro anni di direzione, Vincenzo Tineo cercò di trasformare l’orto per renderlo sempre più funzionale alle necessità della botanica, in continua evoluzione. Quando la Sicilia, che a seguito dei moti diventò il Regno delle Due Sicilie e  venne ridotta a provincia, venne meno l’interesse per tutti quei centri di cultura temuti come possibili focolai rivoluzionari. Fu lungo il periodo in cui l’Orto botanico non fu più oggetto di interesse di sovrani che ne volevano l’ampliamento e l’evoluzione. Si dovette aspettare fino al 1906 quando il direttore, Antonio Borzì, riuscì ad ottenere l’acquisizione di un lotto di terreno per la realizzazione degli istituti scientifici, presenti ancora oggi, della Facoltà di Scienze. All’interno dell’Orto botanico di Palermo, nel piazzale lato Via Archirafi, si trova un busto in bronzo di Antonio Borzì, riconoscimento per aver realizzato gli edifici e le aule all’interno dell’Orto botanico.

Oggi sede dell’Università di Palermo

 Oggi, attraverso la costituzione del Centro Servizi Sistema Museale di Ateneo, l’Università di Palermo ha messo a disposizione del pubblico edifici storici come cappelle, musei e il giardino botanico.
La sede del centro del Sistema Museale di Ateneo, la rete di Musei e Collezioni dell’Università degli Studi di Palermo, istituito nel 2017  è presso l’Orto botanico e ha lo scopo di diffondere e promuovere aspetti del patrimonio e della cultura da valorizzare e tutelare.

Famiglia delle Agavaceae e Asparagaceae – illustrazione a cura di Francesca Starrabba

Tipologie di piante presenti

L’Orto botanico è composto da 12000 specie vegetali giunte da diverse parti del mondo. Durante il periodo delle esplorazioni, a Palermo arrivarono molte specie provenienti da paesi con clima sfavorevole, sconosciute e non classificate anche di origini esotiche.

Tra le piante di Ficus oltre al Ficus rubiginosa e al Phoenix, molto famoso e simbolo dell’Orto botanico è l’imponente Ficus magnolioides. La sua particolarità sono le sue radici aeree che calano fino al terreno creando nuovi tronchi. 

L’albero del sapone è tra le particolarità provenienti dall’Asia, dove lo utilizzavano come detergente per i suoi frutti che contengono saponina al loro interno. 

Tra le altre specie troviamo anche: gingko biloba, aloe, euphorbia, opuntia, papaya, l’albero bottiglia, la canna da zucchero, l’albero del drago, orchidee, zagare, piante carnivore, mango, annona, ninfee di diverse specie, papiro, fiore di loto e bambù, il nespolo del Giappone e il mandarino.

Proveniente dall’Australia è significativa la presenza della collezione di cicadacee tra cui la Cycas revoluta, piantata per la prima volta in Europa proprio nell’Orto botanico di Palermo. Grazie alla presenza di molte serre, che ospitano nei mesi invernali diversi tipi di piante, è possibile anche trovare varie specie di bouganville.

Illustrazione a cura di Francesca Starrabba

Disegnare giardini, una nuova rubrica per villegiardini.it

Raccontare un giardino attraverso un acquerello. Una tecnica forse desueta ma non certo priva di fascino e storia. Utilizzata già dai tempi dell’Antico Egitto per dipingere i templi, in Cina per decorare la seta con paesaggi floreali, nel Medioevo per decorare i libri con miniature e gli artisti oppure, intonaco ancora umido, per realizzare gli affreschi. L’acquerello è lo stile più indicato per la raffigurazione di ambienti naturali come boschi, giardini e e le loro composizioni floreali.

Una rubrica per proporre ai lettori una visione originale dei più bei giardini italiani. Villegiardini ha invitato Maria Francesca Starrabba, artista e paesaggista, a offrire la propria interpretazione artistica di queste oasi di bellezza naturale. Un viaggio che inizia con l’Orto botanico di Palermo.

Maria Francesca Starabba

Maria Francesca Starrabba è Architetto paesaggista e insegna Storia dell’Arte, presso il Liceo Linguistico delle Scienze Umane Danilo Dolci a Palermo. Racconta i suoi viaggi con la tecnica dell’acquerello. Raccoglie le sue esperienze su un taccuino nel quale riporta ciò che vedono i suoi occhi e ciò che sente il suo cuore. Per realizzare un disegno è ideale immergersi nella natura, respirarla e osservarla con uno sguardo artistico; solo entrando in simbiosi con ciò che si ha intorno è possibile raccontare una esperienza.

Maria Francesca Starabba porta con se’ la sua passione durante tutti i suoi viaggi e spostamenti. Sempre pronta a usare il suo materiale per realizzare i suoi disegni. Predilige giardini e percorsi urbani del mondo e della sua amata Palermo. Con l’Orto botanico, la sua città, le regala la giusta sfera emozionale per ritirarsi a riflettere e disegnare per creare dei veri e propri capolavori.

Acquerelli d’autore

La scelta dello stile dell’acquerello e della impostazione a “carnet de voyage”,dove il viaggiatore imprime le sue emozioni, è dettata dalla estemporaneità con la quale si possono rappresentare i soggetti. Grazie a questa tipologia di disegno, i soggetti riescono ad essere raffigurati con la giusta luce del paesaggio reale.
Il disegno racconta tante emozioni che vengono affidate alle immagini e al colore, spesso con l’aggiunta di alcune annotazioni scritte che riguardano il luogo. La compresenza di parola e raffigurazione sono la completezza propria del “carnet de voyage”.
La raccolta degli acquerelli può avere diversi formati. I più famosi sono il taccuino nel modo classico o nel formato giapponese, il disegno si apre a organetto e racconta in sequenza una storia.
(“Giardini di una Palermo insolita” di Lietta Valvo Grimaldi e Maria Francesca Starrabba, ed. Pietro Vittorietti, Palermo 2019, tradotto in inglese e francese).

Orto botanico di Palermo, tutte le informazioni 

Orto Botanico di Palermo
Università degli Studi di Palermo
Via Lincoln, 2 90133 PALERMO, Italia
T  091 23891236
M [email protected] 

Orari

L’Orto Botanico è generalmente aperto dalle ore 9:00 tutti i giorni con l’esclusione di Capodanno (1 gennaio) e Natale (25 dicembre). Ha orari di chiusura variabili a seconda della stagione. In questa fase di emergenza Covid (dal 01 marzo 2021) l’Orto Botanico eccezionalmente sarà aperto solo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 14:00. 

Il video di presentazione

Carlotta Cigliana