Castello Banfi: un’esperienza 100% Made in Tuscany

Una vista panoramica al Castello Banfi
Una vista panoramica

Quella di Castello Banfi è una storia di famiglia che ha molto da raccontare. Come il territorio che lo circonda. Con alle spalle oltre un secolo di passione per il mondo del vino, Castello Banfi affonda le radici nel 1978 nel cuore della regione vinicola più celebre al mondo: la Toscana. E proprio a Montalcino questa piccola realtà da prima familiare, in poco tempo viene trasformata in un’azienda leader nell’importazione di vini negli States, nota come Banfi Vintners.

Oggi, Castello Banfi è molto di più: non solo vini, ma anche accoglienza e ospitalità con il Castello Banfi Il Borgo.

Abbiamo incontrato Juan Miquel, Hospitality Director, che ci ha regalato parte del suo tempo e suggerito qualche prezioso consiglio di turismo locale.

“Lavoriamo con le mani, pensiamo con il cuore. Per un mondo del vino migliore” www.castellobanfi.com

Ricerca dell’eccellenza nella produzione dei vini di Montalcino e nell’ospitalità: oltre al Brunello, Castello Banfi Il Borgo offre una straordinaria esperienza toscana. Come si intrecciano qui ospitalità, turismo, territorio ed enogastronomia?

L’idea è sicuramente quella di creare un’ospitalità di altissimo livello senza mai perdere di vista il legame con il territorio. Montalcino è vino e un soggiorno a “Il Borgo” deve essere, a nostro avviso, un’esperienza culturale; per esempio differenziamo molto bene l’offerta gastronomica all’interno dei nostri ristoranti “La Taverna” e “Sala dei Grappoli”, offrendo anche cene private con lo chef, corsi di cucina tipica toscana, visite ad altre cantine e ai produttori della zona, artigianato locale. Siamo infatti consapevoli del nostro “dovere” ad offrire un’esperienza completa che vada oltre i confini del Castello Banfi. Vogliamo far conoscere anche il territorio agli operatori turistici che vengono a farci visita per mantenere e sviluppare la collaborazione anche con il territorio che in parte rappresentiamo.

Montalcino, come la Toscana, è un brand famoso in tutto il mondo. Facendo una veloce analisi di mercato, ci racconti qual è il vostro target di riferimento? Stranieri o italiani? “Turismo mordi e fuggi” o soggiorni di media-lunga durata?

La durata media dei soggiorni a “Il Borgo” negli ultimi anni sono stati di 3 notti con un 95% di clienti stranieri provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, dal Brasile, dall’Inghilterra, dall’Australia e da Singapore. Il target degli ospiti a “Il Borgo” abbraccia soprattutto quei gruppi di persone che vengono in Italia per la seconda volta e vogliono cambiare destinazione dopo aver visitato “le classiche città d’arte”. Abbiamo tanti ospiti che combinano il loro soggiorno a “Il Borgo” con una destinazione di mare, come la Costiera Amalfitana e Capri. Nel mondo del turismo si parla sempre di voler prolungare le stagioni e il soggiorno medio; personalmente ritengo che siamo davvero molto fortunati ad essere altrettanto ospiti di un territorio che ci offre molto, da tutti i punti di vista. Ad esempio, proprio grazie a lui, “Il Borgo” e la “Sala dei Grappoli” rimangono aperti per 8 mesi all’anno e “La Taverna” praticamente sempre a pranzo. Per non parlare della nostra enoteca, 365 giorni l’anno

E per un soggiorno medio? È molto difficile prolungare i soggiorni, soprattutto con chi arriva da paesi molto lontani con il desiderio di visitare più angoli d’Italia. Ma noi ce la stiamo mettendo tutta.

Quale pacchetto speciale consigli a chi visita per la prima volta questo luogo magico? Tour della cantina con successiva degustazione, stop al “Museo della Bottiglia e del Vetro”, soggiorno e cena gourmet, oppure…

Abbiamo cercato di coprire al 100% le richieste dei nostri visitatori offrendo un servizio pressoché completo. Suggeriamo una visita all’enoteca dove si possono degustare i nostri vini della tenuta a Montalcino e anche quelli di Strevi in Piemonte senza dimenticare prodotti tipici come il Condimento Balsamico Etrusco e l’olio extra vergine Banfi, le nostre prugne essiccate e il nostro ultimo lancio, la pasta di semolato di grano duro varietà Cappelli biologica. 

Perché non proseguire il percorso esperienziale con un pranzo presso il nostro ristorante “La Taverna” a base dei nostri vini per concedersi a chiusura una visita al “Museo della Bottiglia e del Vetro” alla balsameria? Tappa imperdibile anche la visita guidata alla nostra cantina.

Per gli appassionati di gourmet, l’appuntamento è in Sala dei Grappoli (aperta da fine marzo a metà novembre) dove i nostri ospiti possono degustare la cucina italiana e mediterranea dell’Executive Chef Domenico Francone. Non possiamo concludere la nostra intervista senza citare nuovamente “Il Borgo”, il gioiello del Castello con le sue 14 camere e suites, la piscina riscaldata e un panorama mozzafiato sui nostri vigneti, uliveti e il Monte Amiata.

Foto gentilmente concesse da Juan Miquel.