Basta scuse: è ora di capire il cambiamento climatico

Capire il cambiamento climatico. La mostra fotografica a Milano © Mauricio Lima
Capire il cambiamento climatico. La mostra fotografica a Milano © Mauricio Lima

A Milano una mostra per sensibilizzare sul cambiamento climatico

È un fenomeno di estrema attualità, che negli ultimi tempi ha trovato una voce carismatica nella giovanissima Greta Thunberg – eppure non sembra bastare: è il riscaldamento globale, effetto devastante dell’inquinamento atmosferico e marino che sta distruggendo il caro, fragile pianeta Terra. Per fare il punto delle drammatiche conseguenze, dallo scioglimento dei ghiacci perenni alla riduzione della biodiversità animale, arriva la mostra milanese Capire il cambiamento climatico, ospitata fino al 26 Maggio al Museo di Storia Naturale.

Iceberg in fusione ai margini dell'Isola di Baffin (Artico Canadese) © Brian J. Skerry
Iceberg in fusione ai margini dell’Isola di Baffin (Artico Canadese) © Brian J. Skerry

Una trasformazione irreversibile

Organizzata in collaborazione con la National Geographic Society, la mostra presenta la curatela scientifica di Luca Mercalli della Società Meteorologica Italiana. Lo scopo è articolare un discorso ampio e articolato sul tema dell’azione distruttiva dell’uomo sull’ambiente attraverso 300 scatti dei più importanti fotografi dell’agenzia, numerose installazioni olfattive e sonore e diverse postazioni interattive. Il percorso, dal carattere immersivo e profondamente scenografico, è programmaticamente suddiviso in tre sezioni: esperienza, consapevolezza e azione.

Dall’esposizione di grandi ritratti delle meraviglie naturali che offre il nostro pianeta si passa così alle immagini delle catastrofi derivate dal cambiamento climatico. Fanno da contraltare infografiche e illustrazioni sull’influenza che le scelte politiche ed economiche hanno esercitato sull’ambiente, fino alla chiamata in causa finale: è l’uomo, singolarmente, a dover agire per frenare quest’avanzata catastrofica, che mette a repentaglio le sue stesse sorti. Se la Terra muterà sensibilmente le sue fattezze, infatti, a scomparire potrebbero essere le stesse condizioni per la vita umana.

Il ghiacciaio Bridge (Canada occidentale) si è ritirato di 3 chilometri in appena 12 anni © James Balog
Il ghiacciaio Bridge (British Columbia, Canada occidentale) si è ritirato di 3 chilometri in appena 12 anni © James Balog

La Terra non morirà, ma l’uomo si: a meno che…

“Viviamo in un momento cruciale della storia dell’umanità – l’Antropocene – in cui la presa di coscienza delle popolazioni, la posizione dei governi, la rivoluzione tecnologica delle energie rinnovabili e la scelta etica di consumi più moderati rappresentano l’unica possibilità
di invertire una marcia che ci porta verso tempi ostili”

afferma infatti Luca Mercalli.

Controllare la temperatura domestica, fare la raccolta differenziata, ridurre l’uso della plastica, spegnere lo stand-by degli elettrodomestici: la mostra meneghina prova a illustrare le semplice pratiche che tutti dovrebbero seguire per salvaguardare l’ambiente.

Perché un futuro sostenibile si crea, di certo non si eredita.