ALBERI PER IL GIARDINO – BETULLA

Betulle
Betulla

La varietà di Betulla più diffusa nei nostri giardini è la Betulla bianca, dal nome botanico di Betula pendula. In passato, quest’albero dalla corteccia speciale è stato definito anche Betula alba.

Il suo nome dovrebbe risalire al termine celtico “betu“, che significa proprio “albero“. Nell’iconografia nordica, insieme al vischio, era la pianta dei Druidi.

È originaria del Nord Europa, ma si è diffusa in tutto il continente. Regala uno straordinario contributo ornamentale al giardino, ma richiede un po’ di spazio, perché, in maturità, può arrivare a un’altezza di 15-20 metri.

In termini visual, il miglior contrasto con il colore chiaro della sua corteccia nasce da sfondi sempreverdi, come l’agrifoglio, l’alloro o le altre piante cromaticamente vive anche in inverno.

Caratteristiche

La caratteristica più attraente di quest’albero, figlio dei paesaggi ghiacciati, è sicuramente la corteccia, bianca argento e striata di nero, che, nella maturità, tende a sfaldarsi in lembi, dall’apparenza cartacea, per poi rigenerarsi.

Le foglie della Betula pendula hanno una forma romboidale e 2 lati dentellati; in primavera, mostrano un aspetto leggero e traslucido, che ne esalta il verde scuro, colore che, in autunno, vira su un giallo dalle tinte calde.

I suoi fiori si presentano in forma di amenti – infiorescenze a grappolo, pensili – dal colore oscillante tra il giallo e il marrone.

I numerosi rami seguono il fusto, eretto e slanciato, verso l’alto, disegnando un profilo elegante e una chioma snella, lievemente piramidale.

Varietà

Oltre alla Betula pendula, protagonista del nostro articolo – e pensando ai nostri climi – possiamo citare: la Betula nigra – dalla corteccia marrone, con sfumature in grigio o in rosa e la Betula pubescens – dalla corteccia liscia, bianca e grigia.

Collocazione e cure

La Betulla resiste anche a temperature molto basse (25 o 30 °C sotto zero) e, per converso, non ama i climi troppo caldi e le atmosfere afose.

L’habitat migliore per le sue radici sono i terreni freschi, umidi e ben drenati, meglio se acidi, torbosi e non calcarei. Nella localizzazione, si deve tener conto che ama l’esposizione alla luce del sole.

In caso di siccità, è bene annaffiarla, per evitare che il caldo danneggi le radici, ma va sempre evitato il ristagno dell’acqua.

Quando la Betulla è giovane, può trarre giovamento da pacciamature alla base del fusto. È una pianta che non va potata ed è sufficiente eliminare i rami rotti.

Per coadiuvarne lo sviluppo, basta concimarla una volta all’anno.

Proprietà erboristiche

La Betula pendula possiede diverse doti fitoterapiche, elencate nel seguito.

Naturalmente, occorre sempre seguire i consigli di un esperto, per evitare effetti indesiderati, soprattutto di natura allergica.

Ha proprietà depurative, diuretiche, anti-infiammatorie e di stimolo metabolico. La sua linfa può combattere la ritenzione idrica e le gemme possono supportare le attività del sistema immunitario.

Tutti i principi attivi presenti nella corteccia, nelle foglie e nelle gemme vengono resi disponibili per infusione o tintura.

Le immagini della cover e della galleria sono state tratte dalla piattaforma free Pixabay.