A Villa Altopiano, tra memorie nobiliari e design

È un’architettura che non passa inosservata, quella di Villa Altopiano, alle porte di Bologna. Un antico casino di caccia del 400 che, dopo tante trasformazioni e ampliamenti, ha acquisito la sua immagine definitiva nell’800, grazie ai lavori di restauro e ampliamento realizzati dai Conti Solimeni. E che nel 2009 è stato rinnovato e portato all’antico splendore da un imprenditore bolognese e dalla moglie, che attualmente lo abitano.

Un interessante esempio di architettura eclettica, che armonizza le belle colonne con capitello di ispirazione rinascimentale con merlature medioevali, tanto di moda tra la fine del settecento e la metà dell’800. Tutti bolognesi, invece i colori caldi del prospetto, che vanno dal giallo chiaro al rosso mattone e spiccano per contrasto con il verde del parco circostante, rigoglioso e con begli esemplari di piante ultracentenarie. Altrettanta bellezza si ritrova anche negli interni. Ampie sale con grandi soffitti a volta dipinti, fregi e caminetti con cornici ornamentali.

“Per molti anni abbiamo vissuto non molto lontano da qua”, racconta il proprietario, “e ogni volta che vedevo questa tenuta, ne rimanevo profondamente affascinato. E piano piano ho iniziato a innamorarmi di Villa Altopiano”. Al momento dell’acquisto, la villa necessitava di un importante restauro, sia per quanto riguarda gli interni sia per gli esterni. Trattandosi di un’architettura classificata come edificio di interesse nazionale, non è stato possibile modificare l’impianto planimetrico. Sono state quindi messe in sicurezza le fondamenta, ristrutturato il tetto, recuperato le merlature gli ornati e le grandi porte finestra.

“Io e mia moglie siamo stati molto affascinati da tutti gli elementi dell’edificio che ricordano il prestigio nobiliare e la tradizione agreste di questo edificio. Abbiamo quindi cercato il più possibile di recuperare tutte le testimonianze storico artistiche come i soffitti affrescati e i fregi ornamentali, le colonne esterne e le cornici d’epoca”. Per farlo i proprietari hanno fatto un preciso lavoro filologico, basato su documenti storici. Così nel giro di tre anni, la dimora è tornata al suo splendore ottocentesco. 

Un lungo corridoio di circa 50 metri conduce all’ingresso dell’abitazione. Il piano terra ospita la cucina e la sala da pranzo, mentre da una loggia adiacente all’ingresso si entra in un secondo corridoio che porta alla camera da letto padronale, impreziosita da un magnifico affresco, sul soffitto a volta, con angeli e uccelli che si stagliano sul cielo, di colore blu intenso.

Al piano nobile trovano spazio sei camere per gli ospiti con bagno e una grande living room. Da qui una scala conduce alla torre, dove i proprietari hanno realizzato, per il nipote, una sala per lo studio della musica. Una cantina per i vini, palestra fitness e TV room hanno trovato il loro spazio ideale nel seminterrato, in pietra e mattoni a vista.

“Abbiamo subito capito che il progetto di decor avrebbe dovuto seguire il genius loci e la personalità del luogo, piuttosto che sovrastarlo. Un lavoro meticoloso e appassionato, che ci ha portato a recuperare addirittura i colori originali di alcune pareti, come per esempio nello studio”.

Appassionati d’arte, i proprietari hanno scelto appositamente le opere da esporre nella casa. La maggior parte sono di artisti contemporanei della Wunderkammer Visionnaire, in particolare Michele Astolfi. Ma anche altri giovani autori italiani, francesi e cinesi.

Per quanto riguarda gli arredi, la scelta è ricaduta su Visionnaire, “che ci offriva la possibilità di un total look completo per tutta la casa, esterni compresi.

Mobili e complementi in linea con lo stile classico e decorativo della villa, ma rivisitati in chiave contemporanea”.

Il progetto è completato da alcuni pezzi vintage, come per esempio il tavolo di Carlo Scarpa e le sedie di Bugatti, degli anni 30.

 “Trascorriamo qua almeno otto mesi all’anno. Perchè amo il silenzio, la luce e il profumo della natura. Di cui non posso più fare a meno”.

Questo spiega la grande attenzione nella progettazione degli spazi esterni, arredati anch’essi con mobili Visionnaire. Tanti angoli di quiete in contatto con la natura e un grande spazio dining all’aperto, pensato per accogliere tutta la famiglia nel periodo estivo.