TAVOLOZZA D’AUTUNNO

Il viale d’accesso alla villa con i grandi bossi potati a forma di “pallone”

TESTO DI PAOLO PEJRONE / FOTO DI DARIO FUSARO

IL GIARDINO DI ALBERTO E SILVANA PEYRANI REALIZZATO DA PAOLO PEJRONE OFFRE TUTTE LE SUGGESTIONI DELLA STAGIONE. COLORI CALDI, LUCI SEDUCENTI E LE ULTIME BELLE FIORITURE

D’autunno un giardino ben piantato e ben curato sa essere più affascinante che mai. Con i tappeti di foglie che invadono prati e stradini: se riordinato e pulito il giusto, senza ossessioni, se lasciato libero di mostrarsi nella sua progressiva nudità, senza troppi complessi, ecco che può diventare davvero un luogo di suggestioni e riflessioni. E insieme di lavoro: le calde e terse giornate autunnali sono l’ideale per dare il via a semine e potature, a travasi e pacciamature… È in questa stagione che, camminando per il giardino, se ne può comprendere e maggiormente apprezzare la trama, quel gioco di forme e di volumi, di vuoti e di pieni che spesso, durante il resto dell’anno, tende a rimanere un po’ sullo sfondo. L’autunno, così come l’inverno, si presta maggiormente alle visioni d’insieme: a catturare l’attenzione non sono più tanto i particolari botanici, ma le grandiose scenografie che il paesaggio rivela. L’equilibrio tra le piante caducifoglie e quelle sempreverdi diventa allora importantissimo: è la loro giusta alternanza a creare gli effetti più stupefacenti. In questo giardino le vecchie e grandi siepi di carpino, insieme a quelle alte e grandiose di faggio, diventano d’autunno il vero leitmotiv del giardino. Incorniciano scorci e avvolgono parterre, guidando lo sguardo del visitatore. Dagli alti sieponi che racchiudono il prato intorno alla vecchia villa ai lecci potati, che aiutano a filtrare la vista della pianura sottostante, dal grande bosco di bambù nella parte alta del giardino ai vecchissimi cedri e agli enormi, compatti e ben potati palloni di bosso. Sempre bossi nel grande orto, a cingere le aiuole di coltura, con al centro l’ampio fontanile pieno di ninfee, di pesci e di ranocchie. È tempo di cavoli e di broccoli, di verze, di cardi e soprattutto di zucche, in tutte le loro forme vistose ed imponenti. E tanto più amate risultano le ultime fioriture, quelle delle cosmee e dei nasturzi, così come quelle sicure e ben cadenzate della rosa bengalese. Grandi cespi di ortensie, in terra e in vaso, occhieggiano nel sottobosco, con i loro fiori secchi ma ancora bellissimi: è un istante perfetto, prima che arrivi il lungo inverno. Le ultime rose, nel frattempo, coi loro eleganti colori resi tenui dall’autunno circondano la loro proverbiale generosità: alcune, come la fantasmagorica Just Joey, danno il loro meglio proprio in questi ultimi giorni di caldo. Il tutto, con la prossima estate di San Martino, a metà novembre, entrerà in silenzio, chiudendo con rigore l’altalenante generosità dei mesi più caldi.

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