RIVESTIMENTI IN RESINA

La resina, prodotta generosamente in natura, presenta grandi vantaggi nel suo utilizzo nel mondo dell’arredamento. La resina, infatti, viene utilizzata per rivestire qualsiasi tipo di superficie della casa e del giardino. Infatti. chi ha da poco rinnovato casa e vuole mantenere un budget non elevatissimo per acquistare nuovi complementi d’arredo, può optare per le resine per rivestire armadi, comodini ed altri complementi, conferendo piacevoli effetti decorativi. La resina è in grado di riprodurre l’aspetto di metalli, pietre, cemento, marmo e tanti altri materiali, con la differenza – molto vantaggiosa – di essere molto più pratica da gestire ed a bassa manutenzione. Ha uno spessore ridotto (2 0 3 mm) e nessun tipo di fughe: i pavimenti, le pareti e le superfici risulteranno, così, perfettamente lineari.

La resina è facilmente applicabile. Tuttavia, la posa in opera deve essere eseguita sempre da ditte specializzate. Infatti, errori nella sua installazione potrebbero dar luogo ad effetti spiacevoli, come fessurazioni, muffa e superfici poco omogenee. Soprattutto per le resine in pasta, l’effetto estetico finale ottenuto dipende in gran parte dall’abilità di chi le applica. Il fai da te, dunque, è consigliato solo per chi è dotato di elevata manualità e, comunque, sempre per superfici molto limitate.

Il rivestimento di un pavimento esistente avviene previa pulizia profonda del pavimento stesso, fino a rendere la superficie ruvida. Il fondo ruvido, infatti, favorisce l’attecchimento del rivestimento in resina. Se il pavimento è già stato piastrellato, il tecnico colmerà le fughe con stucco e/o malta. Lo spessore finale ottenuto può essere vario, ma comunque mai inferiore ai 3 mm.

Se la superficie da rivestire è una parete (sia interna, che esterna), si utilizzeranno prevalentemente resine in pasta. Non è escluso l’utilizzo di resina autolivellante. In entrambi i casi, la posa in opera terminerà sempre con uno stato di trasparente.

Anche se, la distinzione tra rivestimento in resina per interni o per esterni merita un maggior approfondimento. In realtà, esistono due grandi famiglie di resine: la famiglia delle epossidiche e quella delle poliuretaniche. La base epossidica è la stessa utilizzata per la costruzione delle pale eoliche, ad esempio; invece, quella poliuretanica è – sostanzialmente – composta da un materiale plastico.
La resina più adatta per il rivestimento di interni sempre essere quella epossidica a base d’acqua, o – in alcuni casi –  la resina epossidica a solvente. Per gli ambienti esterni, invece, è maggiormente indicata la resina poliuretanica, perché maggiormente resistente. Queste ultime, infatti, sono spesso usate, ad esempio, per rivestire campi da tennis o altre strutture sportive in finto asfalto.

 

Piero Di Cuollo

Via IdeeGreen