Una tempesta dal Paradiso in arrivo a Milano

È in arrivo a Milano una delle mostre più attese della stagione: Una tempesta dal Paradiso. Arte contemporanea del Medio Oriente e del Nord Africa, ospitata alla Galleria d’Arte Moderna. Promosso dalla Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative, il percorso espositivo sarà aperto al pubblico dall’11 aprile al 17 giugno.

Due sono le grandi aree geografiche studiate dalla curatela di Sara Raza: il Nord Africa e il Medio Oriente, veri e propri fuochi sociopolitici in grado – tuttavia – di generare bellezza con l’arte.

Il cuore della collezione

Era questo uno degli obiettivi della prima tappa della mostra, avvenuta nel 2016 a New York nella sede del Guggenheim Museum e arrivata a Milano dopo otto tappe internazionali. Il momento critico che stiamo attraversando funge da sfondo naturale alle opere della mostra, che stimolano alla riflessione più profonda. E che, in qualche modo, portano a rivalutare il presente, tentando di migliorarlo.

Migrazione o dislocazione? Architettura degli spazi o riformulazione della storia? Non c’è prevaricazione di un tema rispetto a un altro, ma interconnessione e disintermediazione. Merito dei tredici artisti in mostra, che si sono prestati a lavori di ogni tipo, dalla scultura alla fotografia, giungendo all’elaborazione di un progetto innovativo. L’esito diventa, dunque, quello di una mostra dal grande appeal culturale, in grado di fungere da snodo ideale per il pensiero politico e al contempo creativo.

Un affondo filosofico

D’altronde già il titolo della mostra pone in evidenza il concetto: si ispira infatti a Sul concetto di storia, l’ultimo saggio del filosofo Walter Benjamin, poi ripreso da uno dei protagonisti dell’esposizione, l’artista iraniano Rokni Haerizadeh.

La storia sta vivendo un momento critico, è vero, ma basta concedere alla riflessione uno spazio maturo per provare a cambiarne le sorti. Come un improvviso e violento cambio di direzione, proprio come una tempesta in Paradiso.

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