LA MIA STANZA

LA MIA STANZA

A CURA DI MARELLA CARACCIOLO

BRUNO AMMANN: TRA I MOSAICI DEL MIO SALOTTO CREATIVO

La casa del Maestro mosaicista Bruno Ammann e di sua moglie, la coreana Myungsook Jeon, si trova in un fitto bosco nei pressi di Sacrofano, nell’alto Lazio. Lasciata la macchina in una radura, bisogna inoltrarsi a piedi lungo un sentiero sterrato attraverso una fitta vegetazione. Pochi passi ancora, lungo un vialetto in pietra, opera di Ammann, bordato da erbe aromatiche e medicinali coltivate da Myungsook (che lei trasforma in squisite tisane curative), ed ecco che scorgiamo, immersi in un giardino rigoglioso, le forme discrete di una piccola casa con annesso studio. “Viviamo qui dal 1985”, racconta Ammann, il cui accento rivela le sue origini francesi. “Ho costruito con le mie mani una casa integrata nel paesaggio usando materiali locali, quali il legno e il tufo”. Una straordinaria storia artistica, quella di Bruno Ammann, cominciata a Parigi alla fine degli anni 70 lavorando per il Maestro mosaicista Lino Melano, originario di Ravenna, che contava tra i suoi clienti grandi artisti del secolo scorso. “Grazie a lui ho potuto lavorare con artisti come Braque e Chagall”, racconta Ammann. Trasferitosi in Italia nel 1980, Ammann ha proseguito la sua carriera lavorando fianco a fianco ad alcuni grandi artisti Italiani tra cui Umberto Mastroianni, Franco Gentilini, Mario Schifano e Carla Accardi. Suo il mosaico per la metropolitana di Napoli firmato Francesco Clemente. Suoi molti mosaici per Mimmo Paladino e Isabella Ducrot, che definisce Ammann il più geniale mosaicista in Italia. “Questa casa l’abbiamo costruita, una stanza dopo l’altra, nel corso di trent’anni”, racconta Ammann. Tutto è cominciato da uno spazio, la sua stanza, che oggi funge da salotto, da sala da pranzo, da sala della musica e di lettura. La casa, costruita attorno alla stanza originaria, è cresciuta negli anni. Nonostante i molti artisti che lo apprezzano per l’abilità nell’esecuzione dei mosaici, Bruno Ammann non si considera un artista ma un semplice manovale, un artigiano sensibile che traduce i lavori su carta o su tela di pittori, in mosaici. Eppure basta guardare la maestria delle sue composizioni, con pietre naturali come l’onice e il granito e pezzi di marmo tagliati a mano, per capire che Bruno Ammann è molto più che semplice artigiano. La sua stanza è dominata da un suo mosaico incastonato in una parete di mattoni: interpretazione di un’opera di Alberto Magnelli, artista fiorentino. Accanto al pianoforte vi è un pezzo magistrale ispirato da un lavoro del pittore ebreo Franco-Algerino, Jean-Michel Atlan, promessa dell’arte francese, morto giovane nel 1960. I tavolini, come lo specchio sulla parete, sono invece opere in marmo create da Myungsook Jeon. La stanza, la casa, il giardino di Bruno e Myungsook sono pervasi di grazia, di cultura e di sapienza. Oggi questi due artisti-artigiani creano, oltre ai mosaici di Ammann, anche tavoli e accessori per la casa. Oggetti d’ispirazione cosmatesca quelli di Bruno Ammann e più contemporanei quelli di Myungsook Jeon. Chiunque voglia avere un pezzo di grande artigianato, e di storia, del Maestro Bruno Ammann o di sua moglie può andare sul sito facebook: facebook.com/designbyjeon?ref=hl o scrivere a marbleartwork@gmail.com

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