I milanesi già lo sanno. In una traversa di Corso Buenos Aires c’è la casa del dolce tipico della città: il panettone. Il posto è la Pasticceria San Gregorio, con sede nell’omonima via (civico 1) affacciata sul corso dello shopping, e ha la caratteristica di avere panettoni a testa in giù attaccati al soffitto e in ogni angolo del locale. Il proprietario è il dolce signor Angelo, di nome ma anche di fatto, che accoglie clienti storici e affezionati, ma anche la Milano bene e nuovi volti che vengono ogni nuovo anno a conoscenza di questo luogo caratteristico facendoli sentire a casa. Nonostante il periodo affollato e ricco di richieste, Angelo Bernasconi non si tira indietro all’intervista: alle 15.30 un caffè macchiato e un pasticcino al cioccolato sono già pronti su uno dei tavoli della pasticceria.

Pasticceria San Gregorio: da più di 65 anni la casa del panettone

Signor Angelo, qui l’artigianalità e la qualità sono di casa. Ci racconta un po’ come è nata questa pasticceria?

Bisogna andare indietro nel tempo, per la precisione nel 1945 quando, con forno a legna e magazzino ‘abusivo’, la pasticceria nasceva come costola della vecchia Pasticceria Bologna di Via Castel Morrone. Nel 1978 il vecchio proprietario viene a mancare e, il 1 gennaio del nuovo anno, io e Moretti Savino apriamo la Pasticceria Tacchini che poco dopo sarebbe diventata Pasticceria San Gregorio. Dopo vent’anni di attività assieme, Savino va in pensione e subentra come socio Massimo Coli. Assieme decidiamo di aggiungere un bar e, dal 2012, anche il servizio di ristorazione di piatti caldi per il pranzo e per la cena.

Intanto, la porta della Pasticceria San Gregorio continua ad aprirsi e chiudersi, un via vai di volti salutano Angelo per nome, gli chiedono qualche aggiornamento, mentre fanno pausa con un buon caffè.

Mi può raccontare qualcosa di lei?

(Sospira) Io ormai dovrei essere in pensione, ma i clienti mi cercano e se non mi trovano ci restano male. Cerco di passare sempre qualche ora qui, ma non riesco a reggere i ritmi della pasticceria che apre tutti i giorni dell’anno alle 5 di mattina e chiude alle 21.30. Sono titolare da circa quarant’anni, ma io sono originario di Lodi. Arrivai a Milano per studiare e infatti feci 5 anni alla scuola di pasticceria. Poi qualche anno a lavorare in quelle più famose della città fino ad approdare qui con uno dei miei figli (Davide) che è lì, dietro il bancone.

Mentre parliamo, Angelo mi indica che una troupe Mediaset si è seduta proprio alle nostre spalle e ne approfitta per dare un sacchetto di dolciumi a un corriere “portalo alla mia amica e dille che sono sempre innamorato di lei!”

Chi sono i vostri clienti?

Propri tutti. Persone normali come me e lei, ma anche persone dello spettacolo. Qui passa Filippa Lagerbäck e il marito Bossari, ma anche Limiti, Martina Colombari e il calciatore Mauro Icardi. Senza dimenticare le commesse che ricevo dal Comune di Milano tutti gli anni.

Naso all’insù per un soffitto di panettoni

Entrare in questo angolo di paradiso, non solo vuol dire regalare un momento di felicità alle vostre papille gustative e al vostro palato, ma anche immergervi nella cultura del dolce per eccellenza di Milano. Sì, perché il soffitto della Pasticceria San Gregorio è unico e costringe tutti i visitatori a portare il proprio naso all’insù e a fare una O di stupore con la bocca: è ricoperto di panettoni!

Come nasce l’idea di decorare così il soffitto della sua pasticceria?

Nasce da uno sbaglio non voluto. Ero in cucina assieme ad altri due pasticceri e senza accorgercene ognuno di noi aggiunse del sale all’impasto. I panettoni era sì bellissimi (il sale li mantiene) ma decisamente immangiabili. Ci venne così l’idea di usarli come decorazione e appenderli a testa in giù. Ormai sono cinque anni che stanno così: un errore ripagato in notorietà acquisita.

A proposito di notorietà, questo è il periodo più importante dell’anno e il suo negozio brulica di persone. Quanti panettoni sfornate al giorno e quali ordini ricevete?

Innanzitutto, qui il panettone non manca mai: ne sforniamo circa 200 tutti i giorni dell’anno. Una volta alla settimana abbiamo poi l’ordine per l’America che ci rende sempre orgogliosi. Certo, in questo periodo i ritmi sono quadruplicati: il forno va 24 ore su 24 e di panettoni se ne sfornano 400, di tutte le dimensioni (dai classici fino a quelli da 50 e 80kg) e di tutti i tipi: tradizionali, all’ananas, tre cioccolati, senza glutine e anche vegano. Senza contare tutte le paste e i pandori. Le richieste sono numerose e sempre diverse.

Un grande successo: secondo lei qual è stata la chiave vincente?

Per me è stata ed è la qualità dei miei prodotti. In cucina non sono mai tirchio, ma molto generoso: il burro è abbondante, la vaniglia è la migliore in commercio e con me lavorano degli ottimi pasticceri.

L’Angelo del panettone

Intanto, l’Angelo del panettone si alza e inizia il tour all’interno della Pasticceria San Gregorio per far apprezzare ogni dettaglio e angolo, tutte le particolarità e soprattutto le numerose foto che lo ritraggono accanto a voluminosi panettoni o a personaggi dello spettacolo.

Cosa le piace di più del suo lavoro?

(Si guarda un attimo attorno, sorride e dice) Tutto.

Due sono le storie legate alla nascita del panettone. Una vede come protagonista il cuoco al servizio di Ludovico il Moro, incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario. Purtroppo il dolce, dimenticato per errore nel forno, si carbonizzò. A salvare il pranzo ecco Toni, un piccolo sguattero, che propose di utilizzare farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta per creare un dolce sostitutivo poi diventato il panettone. La seconda invece, vede Messer Ulivo degli Atellani innamorato della bellissima Algisa, figlia di un fornaio. Per conquistarla si fa assumere dal padre di lei e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina. Infornò… et voilà! Ecco il panettone!

A quale storia crede di più?

Direi alla seconda: mi piace pensare che questo dolce sia nato legandosi a una storia d’amore.

Natale si avvicina e si sa, in molte famiglie ci saranno gli schieramenti team Panettone e team Pandoro. Così ne approfitto per fare l’ultima domanda al Signor Angelo.

E lei, a quale team appartiene?

Ammetto, sono buoni entrambi, ma sono decisamente del team Panettone.

La Pasticceria San Gregorio apre tutti i giorni alle 5 di mattina e chiude alle 21.30, offrendo numerosi panettoni, incartati da regalare o da degustare al momento con un buon caffè. Inoltre, sempre presenti anche paste e pasticcini. Oltre al soffitto, ogni angolino di questo luogo merita di essere guardato con occhi curiosi e attenti per apprezzarne ogni dettaglio. La lavorazione giornaliera di contraddistingue per essere artigianale e basata sull’utilizzo di prodotti di qualità e dalla freschezza irreprensibile. I panettoni si possono ordinare anche sullo shop online.

 

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