ARMONIE VERDI

Il prato all’inglese e la fontana con lo zampillo

TESTO DI MARGHERITA DALLAI / FOTO DI DARIO FUSARO

VILLAR PEROSA, DOVE MARELLA AGNELLI HA MOSSO I PRIMI PASSI NELL’ARTE DEI GIARDINI, OFFRE IN AUTUNNO LO SPETTACOLO DEL FOLIAGE IN ARMONIA CON IL PAESAGGIO

Il giardino di Villar Perosa, rallegrato dai colori del tardo autunno, ha come quinta naturale le montagne che circondano la Val Chisone, anche loro infiammate dal foliage. Il giardino, armonioso ed elegante, si apre sul paesaggio circostante. Come ogni giardino ben costruito offre, in ogni momento dell’anno, delizie e incanti. L’autunno è una stagione gloriosa, meno fiorita ed esuberante rispetto alla precedente, ma ugualmente ricca di fascino. L’assetto attuale è il risultato di dedizione, amore e interventi diversi, sempre armoniosi e felici. Marella Agnelli chiamò per risistemarlo, a metà degli anni 50, Russell Page, che portò in dote la sua cultura, non solo paesaggistica. Il giardino aveva subito nel corso dell’Ottocento molte trasformazioni. Russell Page, d’accordo con Marella, ne ricercò la grazia settecentesca e come primo intervento aprì lo spazio in maniera da accogliere la luce e l’atmosfera del paesaggio circostante. La vista della cupola juvarrana e del profilo delle montagne era finalmente libera. Il giardino, che si sviluppava intorno alla Villa, attribuita a Filippo Juvarra e dagli inizi dell’Ottocento casa madre degli Agnelli, doveva, nelle intenzioni di Page, recuperare armonia, equilibrio ed essere unito alle montagne. “Indipendentemente dalla sua natura o ubicazione, un giardino si può dire riuscito quando la composizione, i temi e le piante si incontrano tra loro e sono in armonia con il luogo”, scriveva nelle sue memorie, L’educazione di un giardiniere. “Lo scopo di un paesaggista, o almeno uno degli scopi, è quello di creare un paradiso che nasce dagli elementi già presenti sul luogo, gli unici che gli possono conferire il suo carattere particolare. È necessario, in ogni progetto, accentuare il genius loci”. Dopo la scomparsa di Page, avvenuta nella metà degli anni 80, Paolo Pejrone, architetto e paesaggista piemontese, ha proseguito la sua opera. Marella Agnelli, con sensibilità ed eleganza  giardiniera da un lato, e Paolo Pejrone dall’altro, si sono dedicati a Villar Perosa in armonia con lo spirito di Russell Page. Molti gli interventi che da allora sono stati realizzati. Alcuni anche “delicati”, come la piscina e il padiglione progettati da Gae Aulenti. Quest’ultimo, costruito secondo l’architettura tradizionale giapponese, è stato rivestito con grandi tronchi di larici e abeti, provnienti da alberi del luogo. Marella Agnelli, da quasi 60 anni nume tutelare del giardino, ha ben custodito, insieme a Russell Page, Paolo Pejrone, Gae Aulenti e ai fidi giardinieri, la sua creatura.

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